
”Frequentazione con esponenti di cosche criminali”; ”insanabili” contrasti con i colleghi e ”sfiducia” anche nei confronti del capo dell’ufficio, che non informo’ della possibile presenza di una microspia in procura e della ‘bonifica’ fatta fare nella propria stanza, impedendo cosi’ l’avvio di indagini
sulla vicenda : sulla base di queste accuse il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha chiesto e ottenuto dalla sezione disciplinare del Csm il trasferimento d’ufficio e la destinazione ad altre funzioni del pm di Reggio Calabria Santi Cutroneo. Il trasferimento e’ stato disposto in via provvisoria e cautelare, prima cioe’ che si decida sul merito delle accuse, all’esito dell’azione disciplinare promossa dallo stesso ministro, che con il Csm ha ritenuto la permanenza del magistrato alla procura di Reggio ”assolutamente incompatibile con il buon andamento dell’amministrazione della giustizia”. Secondo l’accusa del ministro, Cutroneo avrebbe frequentato una persona denunciata per associazione mafiosa, peraltro omettendo di iscriverla tra gli indagati di un suo procedimento. Una frequentazione continuata anche quando si stava occupando di un procedimento a suo carico, visto che partecipo’, come suo ospite, all’inaugurazione di un negozio a Taormina al quale erano presenti anche familiari del latitante Condello. Tutto questo senza neppure informare il collega, Salvatore Boemi, con cui condivideva l’indagine. (ANSA)




