di Giusva Branca – “E’ stato un equivoco, ho soltanto chiesto a Mourinho se fosse vera la notizia che mi era arrivata, secondo la quale era stato scortese con un disabile”.
Il Sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, è tornato oggi su quanto accaduto nel dopopartita di
Reggina-Inter, quando, il Primo Cittadino (o chi gli ha riferito), errando, ha interpretato la consegna di una coroncina della Madonna di Fatima ad un disabile come un gesto di elemosina.
Ora, nessuno può dubitare della carica di passione che lega Scopelliti alla città ed alla squadra amaranto, però un’uscita senza dubbio fuori dalle righe – ancorchè in buona fade – si è ritorta come un boomerang sulla città tutta.
Tutti i quotidiani nazionali, non solo sportivi, hanno in qualche modo “messo alla berlina” il Sindaco di Reggio e questo dà fastidio. A lui certamente, ma anche alla città.
Lo spunto, certamente casuale, suggerisce, però, una riflessione: è tempo di mettere un pò di cose a posto, è tempo che ciascuno torni a fare il proprio, ad occupare gli spazi che gli sono propri e congeniali.
Cosa facesse il Primo Cittadino di una città al cospetto di un allenatore di calcio (non ce ne voglia Mourinho, ma – vivaddio – le Istituzioni sono ancora un’altra cosa) non è dato sapere.
L’equivoco ed il conseguente scivolone in cui Scopelliti ha portato tutta la città non sarà l’ultimo, nè esclusiva di una sola persona se i ruoli non saranno riposizionati in maniera congrua.
E, con essi, anche i livelli dell’interlocuzione.




