Dal consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, Omar Minniti, riceviamo e pubblichiamo
Confcommercio reggina dice di voler difendere i consumatori e di condividere le iniziative volte al risparmio economico per le famiglie e poi, per mere ragioni corporative, pressata da alcuni suoi soci, prende le distanze dagli interventi concreti contro il carovita. Insomma, predica bene e razzola male.
Invece di denunciare la vendita del pane a prezzo popolare (un chilo ad un euro, a fronte dei 2,30€ necessari nei principali esercizi della città) da parte dell’associazione Otto Minuti, del Prc e del Pdci, e di invocare contro questi l’intervento della Polizia municipale, Confcommercio farebbe bene a dedicare cotante energie e premure a cause ben più nobili, che di certo rientrano nelle sue competenze. Come, ad esempio, la lotta a viso aperto contro l’aggiotaggio e l’impennata dei prezzi nella nostra città, alle condotte scorrette e ingiustificate che erodono salari, stipendi e pensioni dei reggini. Oppure, invocando sì il rispetto della legalità e delle regole, e anche l’intervento delle forze dell’ordine, ma per gli esercizi commerciali collusi con la ‘ndrangheta, che pagano il pizzo e/o violano in maniera palese i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Se Confcommercio reggina intenderà impegnarsi a sostegno di queste cause, passando dal dire di certi suoi esponenti al fare, ci troverà senz’altro al suo fianco, senza remore alcune. Basta un po’ di buona volontà e nemmeno tanta inventiva. Sul versante del blocco dei prezzi basterebbe, infatti, emulare le iniziative assunte proprio da Confcommercio in altre province, vedi Terni e Matera, dove – grazie ad un accordo con i produttori, i rappresentanti dei consumatori e gli enti locali- è stato “ancorato” ad un euro o poco più il costo di un chilo di pane.
Ben vengano progetti analoghi anche in riva allo Stretto, dove – ricordiamo al Dott. Attilio Funaro, anche se dovrebbe ben saperlo – al 31 ottobre scorso i prezzi dei generi alimentari sono schizzati del 4,4% rispetto al corrispondente mese del 2007, come segnalato non da “pericolosi nemici del libero mercato” bensì dall’Ufficio Statistica del Comune capoluogo. Oggi, però, siamo costretti a dire all’associazione di categoria che ha completamente sbagliato l’obiettivo della propria campagna moralizzatrice. E a comunicarle che proseguiranno a Reggio e in provincia le attività contro il carovita, quali la vendita del pane (e, in futuro, di altri generi di prima necessità) a prezzo calmierato e la costituzione dei Gruppi di Acquisto Popolare.
Omar Minniti
-Consigliere provinciale
– Comitato Politico Nazionale
Rifondazione Comunista




