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    Cattura di Nirta, Cortese esalta il lavoro dei suoi uomini

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    di Giusva Branca – Non fa nulla per celare la sua soddisfazione. Il capo della Squadra Mobile reggina, Renato Cortese, uno che di catture di latitanti eccellenti se ne intende,  lo rimarca senza indugio: “La cattura di Giuseppe Nirta, avvenuta ad Amsterdam, è il frutto

    di una lunga, complessa e complicata attività d’indagine” – spiega al telefono Cortese per strill.it – che si è sviluppata nel corso di lunghi mesi. Si è trattato di un’attività espletata secondo i canoni più rigidi del protocollo investigativo che si segue in questi casi. Sono stati mesi intensi. di osservazione, di pedinamenti dei familiari che hanno comportato non poche difficoltà per seguire gli spostamenti dei parenti sull’asse San Luca-Amsterdam. Sono state usate tutte le più moderne e sofisticate tecniche a disposizione per le investigazioni, ma alla fine è stata premiata” – sottolinea l’uomo che catturò Provenzano – “la caparbietà del poliziotto che è meticoloso, che sa mimetizzarsi, che riesce a non mollare la preda. In tutta l’operazione, durata, lo ripeto, mesi “- ha chiarito Cortese – “sono stati impiegati oltre 50 uomini”