
di Saverio Cuoco* – Numerose le segnalazioni e le domande che giungono da parte dei risparmiatori, a banche ed associazioni, che in questo periodo, a seguito della crisi finanziaria non sono affatto tranquilli sul futuro dei propri risparmi che il più delle volte costituiscono i sacrifici di una intera vita di lavoro.
C’è chi telefona al proprio istituto bancario e chi invece si rivolge alle associazioni dei consumatori, per tale motivo l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, coadiuvata dai consulenti del proprio “Centro di Orientamento Giuridico del Consumatore”, ha stilato in forma di vademecum per renderne più comprensibile il contenuto, alcune indicazioni di massima alle domande più frequenti dei cittadini, in questo momento di grande preoccupazione e confusione.
1) La preoccupazione più grande riguarda le obbligazioni Lehman Bothers e le polizze index-linked ad essa collegate. Le banche non danno indicazioni, e la paura è di perdere tutti i risparmi. A tale proposito, se quella che hanno sottoscritto è un’obbligazione emessa da Lehman Brothers, solo in tal caso l’investitore perde tutto il capitale”.
2) E’ del tutto inutile ritirare i risparmi depositati sui libretti postali, perchè sono garantiti dallo Stato.
3) Anche il timore di rimetterci i propri risparmi depositati in Banca sul conto corrente è del tutto infondato.
Il sistema bancario italiano garantisce infatti ai clienti di tutte le banche una copertura assicurativa da parte del Fondo di Garanzia Interbancario fino a 103mila euro per ogni conto corrente.
4) Sicuri anche i titoli di Stato, chi infatti ha investito in acquisto di BOT e CCT, non deve preoccuparsi perché il rapporto non è con la banca ma direttamente con lo Stato che garantisce il rendimento dei titoli, a chi invece ha destinato il TFR in fondi pensione, consigliamo di fare richiesta di conoscere esattamente come essi vengono investiti, utilizzando uno dei tanti moduli disponibili gratuitamente sui siti delle associazioni a tutela dei consumatori.
5) Capitolo a parte riguarda i mutui, Salgono i tassi e tutti i mutui a tasso variabile sono diventati più cari di quelli a rata “inchiodata”. E’ l’ effetto della “valanga” Euribor, il parametro di riferimento per chi ha chiesto un prestito per comprare casa, che continua a macinare record, si rafforza, così, la convenienza dei tassi fissi, che tornano ad essere più convenienti e, soprattutto con meno sorprese, rispetto al tasso indicizzato. Ma il caro-rata complica anche la decisione di chi avendo contratto un mutuo negli scorsi anni a tasso variabile, vorrebbe utilizzare il meccanismo della rinegoziazione previsto dalla convenzione Abi-Governo per poter rendere la rata più “sostenibile” (rate più basse, ma mutuo più lungo). I tassi in costante salita, infatti, rendono sempre più probabile un aumento delle rate “aggiuntive”, in pratica la differenza fra la vecchia e la nuova rata del mutuo rinegoziato.
Se la banca fallisce, il mutuo si continua a pagare, rispettando le scadenze delle rate, perché il mutuo non si estingue, inoltre l’ipoteca eventuale sull’immobile non vuole dire diritto di proprietà della banca, ma solo diritto di garanzia sullo stesso.
Le banche inoltre hanno ormai messo paletti al credito. “Ottenere un mutuo o un prestito è diventato davvero difficile. Impossibile comunque, poi, avere oggi un mutuo al 100% del valore”.
6) La maggior parte degli analisti economici infine sconsiglia in questo momento di vendere, certamente no se si tratta di fondi azionari, perché in tal caso le perdite sarebbero notevoli, chi ha fondi obbligazionari è meglio che li conservi, chi dispone di liquidità scelga un altro momento per investire i propri risparmi in titoli.
7) L’investimento in beni rifugio come oro, monete preziose, quadri d’autore, ecc. dà sicuramente un senso di sicurezza, non a caso il metallo giallo è il più classico dei beni rifugio, cui si rivolge nei momenti di forti turbolenze. Ma attenzione, questa crisi è molto complessa, sotto tanti punti di vista: a partire dalla durata. Ora ha l’aria di durare molto, ma se poi si risolvesse in fretta, le quotazioni di tutti i beni rifugio rischiano di cedere di colpo, anche in maniera violenta.
Per ulteriori informazioni si può contattare direttamente o telefonicamente l’Unione Nazionale Consumatori o inviare una e-mail collegandosi al sito www.uniconsum.it
*Presidente Regionale Unione Nazionale Consumatori




