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    Reggio: San Brunello si trasforma in “acquapark”

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    di Grazia Candido –  Gli abitanti di Vico Neforo “ostaggi” di un acquazzone. E’ bastata solo qualche ora di pioggia a paralizzare la comunità di San Brunello che, per colpa della prima intemperie stagionale, ha combattuto ieri sera, con il reflusso dell’acqua piovana entrata sin dentro gli scantinati e i parcheggi coperti.

    A raccontare l’incredibile disavventura alcuni residenti dei vari palazzi presi d’assedio da un terribile temporale e dalla paura di rimanere bloccati all’interno dei piazzali.

    “Sembrava una scena di un film e all’inizio attoniti, non sapevamo cosa fare – afferma la signora Santa Arecchi, residente in uno degli stabili popolari della periferia nord della città –  In mezz’ora tutta la zona coperta dei parcheggi era diventata un pantano. Abbiamo raccolto l’acqua con i secchi per più di due ore  in modo da tamponare i danni causati all’interno degli scantinati e degli androni. Nel mio stabile infatti – sottolinea la signora – l’acqua piovana è entrata dentro la cabina dell’ascensore e siamo stati costretti a staccare l’impianto elettrico per paura di rimanere fulminati”.

    Tra i pianti dei bambini e le urla di chi in un’ora ha visto la propria autovettura immersa nell’acqua e le cantine completamente allagate, molti eroici residenti si sono catapultati a soccorrere i vicini cercando di tirar fuori dai sotterranei le autovetture rigettando l’acqua reflua per la strada.

    Qualcuno si lamenta anche del mancato intervento dei vigili del fuoco chiamati ripetutamente da alcuni residenti che a malincuore, hanno dovuto accettare la giustificazione di “impossibilità dei mezzi di soccorso perché impegnati in altre gravi situazioni di allagamento”.

    “I nostri amministratori si vantano di avere una città turistica, crocevia del Mediterraneo – ironizza il signor Romeo, residente da qualche anno in un altro stabile della zona – e invece, basta solo un temporale per metterci in ginocchio e rovinare anni di sacrifici e lavoro. Se avessero sistemato i tombini dell’acqua piovana e fatto mensilmente i dovuti controlli alle fognature, ieri sera, non avremmo allagato le nostre abitazioni ma soprattutto, avremmo risparmiato ai nostri figli e alle persone anziane di convivere con i cattivi odori dei reflussi  fognari”.

    E già perché secondo gli abitanti di Vico Neforo “la principale causa dell’allagamento è riconducibile oltre che all’eccessiva pendenza dei sotterranei degli stabili anche al cattivo funzionamento dei tombini dell’acqua reflua”.

    “Chiediamo un sopralluogo dei tecnici comunali in modo da evitare di trovarci nuovamente a rivivere una situazione limite come quella di ieri sera – conclude il signor Romeo – e fare nel breve tempo possibile i dovuti controlli nella zona risanando i tombini fognari”.