
di Demetrio Martino* – Dopo quanto emerso nella puntata del 14 ottobre scorso nella trasmissione televisiva “Ballarò” di Giovanni Floris, credo che la città meriti da parte di chi la governa i dovuti chiarimenti e le eventuali inequivocabili assunzioni di responsabilità, evitando di scadere nel solito confuso rimpallo.
La proprietà del 51 per cento del capitale sociale della Reges non significa nient’altro che il Comune ha piena facoltà di indirizzo e controllo sulla società stessa. Per cui Palazzo san Giorgio non potrà, dati alla mano, sfuggire dal proprio dovere di chiarire le eventuali responsabilità operative e di controllo sull’attività della Reges.
E’ nota a tutti la vicenda delle cosiddette “cartelle pazze” con le quali, non poche volte, è stato chiesto ai reggini l’ingiusto pagamento di bollette già saldate. Che, per i più sfortunati, a causa dello smarrimento della ricevuta di pagamento, ha significato l’obbligo di ripetere il versamento di un tributo già effettuato.
Il servizio, andato in onda lo scorso martedì a “Ballarò”, rincara le legittime preoccupazioni dei reggini in merito a quella che sembrerebbe una vera e propria persecuzione a colpi di bollette che il Comune ha attivato attraverso la Reges nei confronti dei cittadini.
Tutta Italia è venuta a conoscenza di quale sia il grado di “scrupolosa” attenzione con cui, pare, operino i dipendenti della Reges, pressati dai loro superiori ad emettere quante più cartelle possibili. Una brutta storia che, ancora una volta, ha l’odore del denaro. Sempre quello dei cittadini, dopo i già tanti soldi sprecati dal Comune a causa delle inutili e costose vicissitudini giudiziarie a seguito dell’installazione dei photored; dopo i 3,5 milioni di euro bruciati con le famigerate “armi di distrazione di massa” (rectius, iniziative estive, compresa la notte bianca) che hanno consentito di elargire prebende ai soliti amici.
Non è eccessivo, dunque, pensare che i cittadini di Reggio Calabria in questi anni siano stati trattati come vacche da mungere. Una riflessione che sorge ancora più amaramente dopo le dichiarazioni rilasciate da una lavoratrice della Reges nel corso della nota trasmissione di informazione ed approfondimento di Rai Tre. Infatti, l’impiegata ha affermato che le operazioni di verifica del pagamento delle cartelle esattoriali avvengono con scarsa attenzione, emettendo più avvisi di accertamento possibili nell’arco della giornata lavorativa proprio per garantire maggiori entrate alla Reges ed al Comune. Quindi a scapito dai cittadini che subissati di cartelle, molto spesso, senza rivolgersi ad avvocati e commercialisti, preferiscono recarsi a pagare i tributi senza indagare più di tanto sulla corretta emissione degli stessi.
Tutto ciò merita delle delucidazioni da parte del socio di maggioranza della Reges, ossia dall’amministrazione comunale reggina. A tale proposito, il sottoscritto ha presentato un’interpellanza a risposta scritta ai sensi dell’art. 46 del Regolamento del Consiglio comunale al Sindaco che, così, dovrà chiarire i contorni di una vicenda a dir poco inquietante.
Il capogruppo dei D.S. al Comune di Reggio Calabria




