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Home CITTA Reggio Calabria

Reggio: Larosa (PRC) su stabilizzazione precari pubblica amministrazione

1 Ottobre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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La sfacciataggine con la quale esponenti calabresi del PdL continuano a difendere le misure antisociali ed antimeridionali del Governo Berlusconi è davvero di difficile comprensione.

Basterebbe citare lo storno dei fondi ex Fintecna, fondi destinati alla Calabria per opere infrastrutturali, la cui sparizione oggi mette a rischio – ad esempio –  i lavori di ammodernamento della SS 106 (chiedere ai Sindaci interessati). O, ancora, il pericolosissimo disegno di federalismo fiscale ed istituzionale che, come dice la Svimez “in assenza di processi di coesione tra le macroregioni italiane, potrà addirittura finire col mettere a rischio l’unità stessa dello Stato-Nazione”.  Oppure, infine, alle decine di migliaia di posti di lavoro in meno nella scuola, con grave nocumento soprattutto al Sud e nei piccoli comuni, con una logica di cassa che oltraggia il valore dell’istruzione pubblica e le competenze acquisite del precariato scolastico.

 

Oggi, leggiamo che Nino Foti, commissario provinciale di FI e parlamentare PdL, rivendica con orgoglio il fatto che il Ministro Brunetta abbia riformulato l’emendamento sui precari e posticipato (non cancellato)  al Giugno 2009 l’abrogazione delle norme sulla stabilizzazione. In sostanza, circa 50 mila precari che – grazie alle norme volute dal Governo Prodi –  avrebbero potuto essere assunti nella pubblica amministrazione da Regione e Comuni nei prossimi anni, con le norme volute dal governo di centrodestra (e oggi parzialmente modificate) ottengono qualche mese ancora di attesa prima di vedere frustrate le proprie speranze. E, allora, la domanda è: davvero questo è il massimo che si può aspettare la Calabria dalla sua delegazione parlamentare di maggioranza? Davvero un dirigente politico come Nino Foti può vantare risultati di così modesta portata, che correggono di poco e per poco un attacco radicale nei confronti dei lavoratori?

 

La riformulazione dell’emendamento Brunetta è un successo parziale e provvisorio, ottenuto grazie alla grande mobilitazione dei lavoratori di questi giorni, un successo che però non significa ancora nulla perché la logica che guida il governo Berlusconi è ribadita da Foti: risparmiare sui servizi pubblici, dividere i lavoratori della pubblica amministrazione fra buoni e cattivi, punire i presunti fannulloni (ma chi decide chi e quanti sono?).  Il ragionamento del centrodestra italiano è chiaro: l’economia è quella che è, i soldi sono pochi, e allora bisogna scegliere chi penalizzare fra i settori autonomi delle mille partite iva (vera base sociale del PdL e della Lega, soprattutto al Nord) e i lavoratori dipendenti del pubblico (che magari sono meridionali o votano più facilmente centrosinistra…).

 

Rimangono alcuni fatti, incontrovertibili: con il governo di centrosinistra presieduto dal Presidente Prodi, i precari della scuola, della ricerca, della pubblica amministrazione avevano ottenuto garanzie sul proprio futuro; con il governo di centrodestra del Presidente Berlusconi, il precariato viene attaccato in tutte le sue molteplici varianti, sottraendogli un futuro di stabilità che – dopo anni di incertezze e di sacrifici – sembrava essere a portata di mano.

In fondo, a Reggio Calabria succede più o meno la stessa cosa: da una parte, la Provincia che decide di investire sulla stabilizzazione di LSU/LPU, riconoscendone competenze e diritti maturati; dall’altra, il Comune che – ancora una volta e nonostante un avanzo di amministrazione da utilizzare – preferisce evitare ogni discussione sulla stabilizzazione dei suoi precari e dei suoi LSU/LPU.

 

Ma non si era detto che destra e sinistra erano concetti superati?

 

Il Segretario Provinciale PRC
Angelo Antonio Larosa

 

Il Segretario Provinciale PRC

Angelo Antonio Larosa

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