
da www.sanitacalabria.it – Confermata la serrata delle farmacie a di Reggio Calabria, il 31 ottobre, per protestare contro il protrarsi dei ritardi nei pagamenti da parte dell’ASP. Picchi che raggiungono punte di 18 mensilità costringono a forme di protesta eclatanti.
Ed arriva il sostegno dei vertici regionali di Federfarma.
Si sono riuniti questa mattina per fare il punto della situazione e concertare forme di protesta che possano incidere nelle trattative in corso con i vertici aziendali limitando al massimo i disagi per l’utenza.
A fianco del Presidente provinciale di Federfarma, Pasquale Gioffré, c’era il presidente provinciale dell’ordine dei farmacisti Pasquale Manferoce, il Presidente Regionale di Federfarma, Vincenzo Defilippo ed il segretario regionale Alfonso Misasi.
Sono stati proprio Misasi e Defilippo che hanno offerto al Presidente Gioffré il più ampio sostegno rispetto a questa protesta che segue svariati tentativi di composizione di una vertenza che si protrare da oltre due anni. “Siamo pronti a mobilitare tutti i farmacisti della regione proclamando una giornata di serrtata, totale, di tutte le farmacie della Calabria – ha detto Defilippo – perché quello che oggi succede a Reggio potrebbe presto toccare ad altri territori come Crotone e Cosenza.
Defilippo ha inoltre esortato i farmacisti reggini a dimostrare maggiore compattezza a sostegno di una linea sindacale che sia univoca e forte della massima adesione degli iscritti.
Proprio per questo se è vero, come dice Gioffré, “che l’ASP ha tenuto un atteggiamento poco corretto pagando alcuni farmacisti, quelli che non hanno fatto ricorso ai decretei ingiuntivi, e penalizzando quelli che non hanno adito le vie legali” è anche vero quello che ha spiegato Alfonso Misasi.
“Proprio sul fronte delle azioni legali bisogna essere uniti. Se si decide di fare azione legale la si tutti insieme”. Questo perché – ha spiegato ancora Misasi – “ci sono colleghi che potrebbero non avere la forza di altri” lasciando intendere che una linea condivisa significa pari opportunità nel recupero dei crediti rendendo più forti le c.d. “piccole” farmacie tutelando adeguatamente le “grandi” farmacie che si confrontano con crediti (nei confronti dell’Asp) e debiti (verso le banche) di una certa entità.
Se la giornata di protesta del 31 ottobre non dovesse portare ad alcuni risultato si intravede già un’altro momento di protesta ipotizzato per metà novembre. Quasi unanime la contrarietà ad un eventuale ricorso alla c.d. “assistenza indiretta” ovvero al pagamento diretto del costo del medicinale da parte del paziente perché – hanno detto molti farmacisti – “non è giusto che siano i cittadini a farsi carico di una pessima gestione delle risorse pubbliche da parte della burocrazia sanitaria”.




