La Federfarma di Reggio Calabria denuncia l’intollerabile e irresponsabile attuale gestione dell’ASP di Reggio Calabria.
Come ben noto il Ministero dell’Interno ha commissariato l’ASP nominando una Commissione Straordinaria quale legale rappresentante della Stessa, scegliendo i tre Commissari tra i funzionari migliori della Pubblica Amministrazione, sulla onestà dei quali nessuno può avanzare dubbi o critiche.
Tuttavia il compito dei Commissari certamente importantissimo non è solo quello di salvaguardare l’Azienda da qualunque ipotesi di attività illecita perpetrata a danno della collettività, ma è altrettanto importante riuscire a gestirla con competenza al fine di garantire al cittadino più debole (quale è purtroppo il malato) quelli che sono i servizi sanitari essenziali.
Una cosa è.quindi, gestire le attività di indagine ( cosa per la quale la Commissione ha dimostrato certa e sicura competenza) altra cosa, ben diversa, è quella di saper gestire l’attività istituzionale di una Azienda sanitaria allo scopo di garantire alla cittadinanza l’assistenza medica, farmaceutica, ospedaliera, protesica ecc.,ecc..
Purtroppo, ad oggi, la Commissione straordinaria non ha dimostrato di sapere agire per la corretta gestione manageriale della stessa Azienda, lasciata di fatto allo sbando.
Nessun credito viene saldato ai fornitori e tra questi in primo luogo alle farmacie che accusano il mancato pagamento, nell’area dell’ex ASL 11 di ben quindici mensilità pregresse che nell’area dell’ex ASL 10 diventano addirittura diciotto.
Evidentemente i Commissari non hanno ben chiaro che nelle farmacie della provincia tutta, lavorano centinaia e centinaia di persone che non possono essere licenziate, quando le Aziende per le quali lavorano arriveranno inevitabilmente al fallimento.
Le farmacie della provincia infatti sono sull’orlo del collasso economico.
Le difficoltà in cui versano dette aziende diventa una ghiotta occasione per “chi vuole fare buoni affari”, trovando imprese in difficoltà tali da essere costrette a cedere le loro oneste attività.
I vertici di Federfarma, nei recenti incontri avuti con la Commissione Straordinaria, hanno riscontrato una sorda chiusura dell’ASP a qualsiasi ipotesi di accordo, pretendendo quest’ultima o di chiudere le procedure esecutive pendenti con una inaccettabile rinuncia di buona parte dei crediti vantati dai farmacisti (addirittura anche di una percentuale di sorte capitale), o chiedendo, senza alcuna contropartita o adeguata garanzia, la incondizionata sospensione delle ormai indispensabili procedure giudiziarie di recupero coattivo avviate da quasi tutti i creditori per poter continuare a rifornire le proprie farmacie.
È assurdo pretendere la rinuncia al diritto di agire giudizialmente per la giusta tutela dei propri diritti da parte dei farmacisti, senza che l’Azienda debitrice formuli un piano di rientro, anche dilazionato nel tempo, atto a dimostrare la propria volontà di sanare tutta l’esposizione debitoria maturata (come più volte richiesto e preposto da questa Federfarma per iscritto).
A quanto sopra si aggiungono le irresponsabili iniziative di recente assunte dalla Commissione Straordinaria in sede giudiziaria, con la proposizione di infondate opposizioni alle procedure di recupero dei crediti, il cui unico risultato è quello di congelare le somme pignorate presso il terzo Tesoriere S.Paolo – Banco di Napoli S.p.a. ed impedire ai creditori di ottenere quella minima liquidità, indispensabile per continuare a riapprovvigionare i loro magazzini e non interrompere il servizio pubblico di dispensa del farmaco espletato. Il tutto con ineludibile ingentissimo danno eriale, producendo i detti crediti giornalmente ulteriori ingenti interessi ai sensi del Decreto Legislativo n.231/2002 (pari oggi all’11,10%) fino alla data di effettivo pagamento di quanto dovuto.
I farmacisti sono dunque oggettivamente costretti a riproclamare lo stato di agitazione e riavviare eclatanti iniziative di protesta sindacale, che, purtroppo, si ripercuoteranno inevitabilmente a danno degli assistiti al S.S.N., salvo un immediato intervento risolutore da parte delle istituzioni preposte (Ministero della Salute, Assessore Regionale alla Sanità, Prefetto di Reggio Calabria, Procuratore Generale della Corte dei Conti).
I farmacisti evidenziano di aver, fino ad oggi, procrastinato le iniziative di protesta solo per l’alto senso di responsabilità sempre dimostrato nei confronti dell’utenza, trattandosi di malati e fasce deboli.
Si ribadisce che la stessa sensibilità, tuttavia, non è stata dimostrata dai propri preposti interlocutori.
Reggio Calabria, 6 ottobre 2008-10-08
Il Presidente Federfarma Reggio Calabria
Dott. Pasquale Gioffrè




