Una mamma ed un figlio si riabbracceranno, dopo 30 anni, alla Stazione Centrale di Reggio Calabria. Non riusciva a darsi pace Vittoria Russo dal giorno in cui, quindici lustri fa, il marito le strappo’ dalle braccia quel bambino e lo mise su un treno diretto in Germania. Anni ed anni di sofferenze confidate a Margherita Borrelli, moglie del medico curante della signora Russo, che si e’ attivata, anche attraverso il Consolato, per riuscire a riunire la famiglia. Trent’anni passati nel tormento al ricordo delle lacrime di quel bimbo che dal treno chiedeva alla madre di non essere abbandonato. Margherita Borrelli ha anche contattato l’Assessorato alle Politiche Sociali, retto da Tilde Minasi, che ha reso materialmente possibile l’incontro. Ludwig Rehmers, il nome del bimbo, oggi trentatreenne, che ha vissuto una vita, in casa con lo zio, a cui era stato affidato dal padre (oggi in cura presso una struttura di recupero per alcolizzati), nella convinzione che la madre fosse morta. Una storia dolorosa ma a lieto fine. Sabato Vittoria Russo spegnera’ 62 candeline durante una festa per lei organizzata al Ce.Dir dall’assessorato, alla quale sono stati invitati tutti i partecipanti ad “Evergreen”. Finalmente, dopo trent’anni, Vittoria Russo, potra’ veramente festeggiare al fianco di quel figlio che per troppo tempo gli era stato negato. L’arrivo del treno proveniente dalla Sicilia e’ previsto per le 13, alla Stazione di Piazza Garibaldi.( AGI)




