
di Peppe Caridi – “Affermiamo i nostri diritti” e lo fanno a ritmo di tarantella a piazza Camagna i militanti della Cgil che in “oltre 1.200” secondo gli organizzatori hanno voluto manifestare contro le scelte del governo e in modo particolare contro la manovra finanziaria.
“Mettiamo in circolo i nostri diritti“ così la CGIL di Reggio con il gruppo grecanico dei Cumelca ha voluto manifestare il proprio dissenso nei confronti del governo Berlusconi al ritmo di organetti, tamburelli, pipita, lira calabrese e ciaramedda: centinaia di persone hanno ballato per un paio d’ore.
In tutte le piazze d’Italia nella giornata di sabato 27 settembre la CGIL ha voluto portare avanti le richieste dei pensionati per cambiare le scelte del governo, chiedendo meno tasse sulle pensioni, l’estensione della 14^ mensilità prevista dall’accordo sul welfare del 23 luglio 2007, destinando più risorse agli enti locali per valorizzare la contrattazione sociale e territoriale.
In mattinata a Locri in via Matteotti oltre 600 persone hanno sostenuto le richieste della CGIL con un’intensa e passionale manifestazione, poi nel pomeriggio le bandiere rosse del sindacato più vicino ai lavoratori hanno gremito piazza Camagna, nel cuore di Reggio, dove il segretario provinciale Francesco Alì ha guidato una manifestazione che ha coinvolto oltre 1200 persone.
Ed è proprio Alì che promette ancora battaglia: “Non finisce tutto qui. Se il governo non ascolterà le nostre richieste, continueremo a presenziare in piazza e a manifestare la nostra contrarietà rispetto alle decisioni della finanziaria. Noi proponiamo i nostri suoni, le nostre tradizioni e la nostra identità perchè pretendiamo sia salvaguardata e rispettata rispetto a quanti stanno mortificando il nostro Sud. Se tra Locri e Reggio abbiamo superato le duemila presenze in piazza solo al primo appuntamento, vuol dire che la luna di miele che ha legato questo governo con i cittadini è ormai terminata“.







