
di Cristina Turano– Con la seconda serata del “Med fest”, all’Arena Alberto Neri di Catona trasfiguratasi nella “grande piazza”, luogo che da sempre usa lo spazio come punto d’incontro per reiterare l’interazione sociale a tutti i livelli, tra dibattiti seri, politica e ospiti rilevanti come Massimo D’Alema, anche la musica è entrata nella fase della propaganda politica.
Gruppo scelto, per accompagnare il pubblico verso la fine della seconda giornata, gli “Invece”. Storica band nata e formatasi tra le radici della Calabria. Regione da sempre legata a quel paradossale binomio costituito da due elementi antitetici: bellezza del territorio da una parte e depressione economico-sociale dall’altra. Lo racconta anche la storia della band quanto può essere difficile imparare a sopravvivere e provare a concretizzare le proprie aspirazioni quando si nasce in quella parte di mondo che il gruppo usa definire come “Periferia dell’Impero”. “La nostra musica è una forma di protesta- dice Peppe De Luca – lo evidenzia anche la scelta dell’appellativo Invece, nome che vuole concentrare l’attenzione sulle verità nascoste, neutre, oggettive”. Il gruppo inizia a prendere forma nel 1986. Passano gli anni e intanto gli Invece si muovono, sconfinano fuori dalla Calabria, la loro musica cresce e si consolida nel tempo. “Il nostro reggae si potrebbe definire come un genere riadattato attraverso efficaci sonorità dialettali calabresi, – afferma De Luca – comunque, le nostre sono parole che mirano dritto verso la gente, vogliono essere un modo per denunciare diversi aspetti nocivi che riguardano il mondo intero e la nostra regione. Cantare -aggiunge il bassista- è anche un modo per non dimenticare ed attaccare l’indifferenza di molti verso la, cosìddetta, criminalità organizzata ”. E’ forte la rabbia, come spesso accade quando quell’insana parte della Calabria, non la puoi evitare. Già, perché nella storia di questi uomini, la mafia è entrata, è l’ha fatto in modo dirompente quando nel 1997 l’allora bassista del gruppo, Totò Speranza, è stato assassinato a Bovalino da un malavitoso. A seguito del tragico episodio è nato, da un’idea degli “Invece”, il festival annuale “Profonda Calabria”. Evento dedicato alla memoria dell’amico ammazzato. Durante l’intervista le parole pronunciate ed evidenziate in più battute, dalla band, sono state: difesa dell’identità e necessario sviluppo di quella cultura che corre, per vincere, contro ogni forma d’indifferenza. Questo, il messaggio che i suonatori hanno voluto “notificare”, durante la serata, con musica e parole.




