Il sindacato UGL-sanità dice basta alle continue aggressioni, intimidazioni e minacce ai medici veterinari. Non passa giorno che sulle cronache leggiamo di vili attacchi ai dirigenti veterinari pubblici che hanno la sola colpa di voler fare il proprio dovere e di pretendere il rispetto delle leggi per la tutela della salute dei consumatori.
Purtroppo dobbiamo segnale che le intimidazioni si verificano solo nel centro sud ed in particolare nella Calabria e la Sicilia, da sempre terre ad alta infiltrazione mafiosa. Di contro nonostante siano minacciati dei dipendenti pubblici nell’esercizio del proprio dovere è doloroso constatare che le direzioni generali della aziende sanitarie preferiscono tacere, non volendo o non potendo fare quadrato intorno ai medici veterinari oggetto delle aggressioni ed intimidazioni.
Quelli sensibili al problema sono sicuramente le istituzioni con a capo le Prefetture, baluardi della difesa democratica della Repubblica, ed alcuni parlamentari e consiglieri. Tra questi l’On Gianni Mancuso in una interrogazione in cui chiede al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali di esprimere “pubblica condanna verso i gravi episodi verificatisi ai danni dei medici veterinari e dell’Autorità che essi rappresentano”.
Il Prefetto di Catanzaro ha, purtroppo, affermato che “la sicurezza dei medici veterinari è all’attenzione degli organi di governo” ed ha assicurato di aver coinvolto i rappresentanti delle Forze dell’ordine presenti sul territorio, aggiungendo che “nessuna autorità del Governo, ed in particolare del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociale, è fino ad ora intervenuta pubblicamente, con chiare parole di condanna dei crimini e di solidarietà verso professionisti impegnati ad applicare le leggi sanitarie”.
L’UGL-Sanità farà una dura battaglia per la difesa della legalità e del rispetto delle leggi, richiamando duramente le direzioni generali delle ASL ad intraprendere tutti i percorsi che riterranno più opportuni per la sicurezza del personale veterinario e per l’obbligatoria applicazione delle norme a tutela dei consumatori.




