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Larosa-Romeo: continua la polemica

18 Settembre 2008
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

La grottesca risposta del consigliere comunale Daniele Romeo –  come di consueto, assai solerte nell’utilizzo della stampa locale – conferma integralmente il senso e le finalità di fondo della mia nota su AN e l’antifascismo: il corpo vivo della destra italiana non ce la fa a riconoscersi nei valori, antifascisti dichiarati, della costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Quello di Romeo è un pezzo magistrale di ambiguità e di reticenza, un capolavoro di ipocrisia politico-culturale, a partire dalla “straordinaria” intuizione iniziale, ovvero che essendo giovane e quindi non avendo conosciuto il fascismo storico non può nemmeno considerarsi antifascista (una perla di equilibrismo….). Passando dal ricordo strumentale di alcune vittime (vittime che io rispetto, come tutte le persone che hanno subito o subiscono indicibili violenze) del terrorismo “rosso” (sarebbe troppo facile, ma al contempo irrispettoso, rispondere con le tantissime vittime dell’odio neo-fascista). Fino all’apoteosi finale, una miscela confusa di Unione Sovietica e No- Global, di Tibet e di Cuba, di foibe titine e Brigate Rosse, senza costrutto e senza discernimento storico-analitico.

E’ incredibile come i giovani di Alleanza nazionale, a Reggio Calabria come a Roma, anche quando rivestono importanti incarichi istituzionali, siano assai più indietro dei loro dirigenti più anziani, dei dirigenti che hanno fatto parte del Movimento Sociale Italiano e che hanno, quindi, tutt’altra storia e tutt’altra estrazione di un giovane nato nel 1980 (come il buon Romeo).

E, allora, la domanda diretta a Romeo e alla sua parte politica è ancora la seguente: siete d’accordo con l’affermazione di Gianfranco Fini, Presidente della Camera e leader storico della destra italiana post-missina, secondo cui “chi è democratico cioè si riconosce nei valori della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale è antifascista”? Siete d’accordo con le parole di Altero Matteoli, Ministro di An nel Governo Berlusconi, secondo le quali “chi non è d’accordo con Fini è fuori da Alleanza Nazionale”? Siete d’accordo nel rigettare al mittente il pensiero di Federico Iadicicco, consigliere provinciale e Presidente di azione Giovani a Roma, secondo il quale “ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.”?

P.S.: se il solerte Romeo avesse la curiosità intellettuale di andare oltre il proprio ombelico, e magari di osservare i dibattiti e i fermenti di innovazione culturale che si producono nelle altre aree politiche, osserverebbe come Rifondazione Comunista – da tempo e in maniera inequivocabile – ha sconfessato i crimini del “socialismo reale” o come LIBERAZIONE (quotidiano del PRC) ha pubblicato coraggiose inchieste sui limiti dell’esperienza cubana e sulle insopportabili violazioni dei diritti umani nella Repubblica Popolare di Cina (che, per la verità, è oggi un modello di capitalismo selvaggio più che di comunismo….). Anche perché, è bene ricordarlo, la storia da cui proviene la mia parte politica è quella, gloriosa e specifica, del Partito Comunista Italiano, di un partito che è stato soggetto fondatore della costituzione repubblicana e antifascista, costruttore della democrazia italiana, straordinaria scuola di vita e di politica.

P.S.2: nella mia prima nota, consapevole della pochezza di molte delle analisi provenienti dai nostri avversari, avvertivo dell’opportunità di evitare la delegittimazione di partiti e culture politiche con la mera motivazione di una pur grave sconfitta elettorale. Il sentire democratico prevede che vi sia spazio e tempo perché le minoranze possano esprimersi, perché i pensieri critici abbiano cittadinanza, perché il pluralismo politico e culturale possa vivere, qualunque sia il numero di sostenitori di una posizione piuttosto che di un’altra. Ma questo, il caro Romeo, forse lo comprende poco, perché stiamo parlando di valori antifascisti , di valori che egli – non potendo essere reputato antifascista in quanto non sei stato fascista mussoliniano perché nato nel 1980 – forse deve ancora assumere nel suo bagaglio ideale…

Il segretario provinciale del Prc
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