Il CTS (Centro Turistico Studentesco e Giovanile) e’ contro l’ipotesi di costruzione della centrale termoelettrica alimentata a carbone nel reggino. “I motivi sono tanti – spiega il vicepresidente nazionale Stefano Di Marco – la centrale non solo e’ chiaramente incompatibile con le aree SIC e ZPS locali ma soprattutto contrasta con lo sviluppo territoriale e ambientale in una zona gia’ pesantemente segnata da precedenti guasti ambientali (vedi gli impianti dell’ex Liquichimica biosintesi). Le consistenti emissioni di CO2 scaricati dalla centrale nell’aria costituirebbero poi un dannoso passo indietro rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2020 per la riduzione i gas serra: in buona sostanza un disastro su tutta la linea. Non e’ un caso che ”la maglia nera” per gli impianti piu’ inquinanti vada sempre alle centrali a carbone e che da anni negli USA le principali associazioni ambientaliste combattano una lotta senza quartiere per far chiudere queste centrali”. ”La scelta della Regione Calabria di dire no alla centrale – continua – e’ un passo avanti nella giusta direzione, ma occorre far seguire alla parole i fatti dando un segno tangibile e concreto della volonta’ di scongiurare completamente la minaccia di un serio ostacolo allo sviluppo e alla vivibilita’ della zona”. ”Istituzioni, enti locali , associazioni ambientaliste e popolazione – aggiunge Di Marco – devono invece impegnarsi ed unire le forze per rendere la zona grecanica, ricca di rare bellezze paesaggistiche e naturalistiche, un luogo di eccellenza in termini di tutela ambientale e sviluppo sostenibile, adottando modelli di sviluppo sostenibili basati sulla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali locali per migliorare la qualita’ della vita dei residenti e per attrarre nuovi flussi di visitatori e turisti nell’area”. (Adnkronos)




