
di Giusi Chirico – “Wenn wir uns Wiedersen… Quando ci rivedremo” è il saluto con cui l’artista tedesco Jürgen Jansen consegna alla città di Reggio Calabria l’eccezionale evento della sua prima mostra in Italia. La personale, inaugurata il primo agosto presso il Castello Aragonese
e destinata a protrarsi fino al 31 di questo stesso mese, ha già registrato in pochi giorni l’afflusso di circa duecento visitatori.
Nato nel 1960 a Rheydt, in Germania, Jürgen Jansen vanta un cospicuo numero di esposizioni in Europa e America. L’allestimento di una sua personale nella nostra città nasce dall’attenzione riservata dalla Blu Ocean alla collaborazione con alcune delle più importanti Gallerie d’arte del mondo tra cui, in questo caso, la Galerie Robert Drees di Hannover.
Dopo quasi cinque mesi di organizzazione dell’evento, sotto l’egida dell’Assessorato ai Beni Culturali del Comune di Reggio Calabria, sono 34 le opere che si offrono agli occhi dei visitatori.
Le tele di Jansen sono tavole di legno o di alluminio su si cui sperimentano tecniche particolari, sfruttando l’effetto magico e immaginifico dell’incontro tra colori ad olio e resina. I colori ad olio, grassi e pastosi, vengono fatti gocciolare e spandere su una base di resina trasparente in cui il colore si incastona, con i suoi aloni e le sue sfumature, strato su strato.
I colori trattenuti dalla resina sono sgargianti e insieme armoniose esplosioni che creano, a volte, forme riconoscibili, altre, immagini e macchie fluide dai contorni indefiniti che, come sottolinea il critico Christoph Kivelitz, “lasciano splendere tutti gli abbozzi possibili”.
È il dono dell’artista allo spettatore: non imporre un’interpretazione univoca dell’opera ma lasciare che ciascuno possa scorgervi ciò che liberamente l’immaginazione suggerisce. Non a caso molti quadri sono senza titolo e anche quando lo hanno, esso rimanda con leggerezza ai momenti, alle sensazioni o alle immagini che li hanno ispirati: così in Seafood, Sister sledge, La schiuma dei giorni, Beloved o Accidenti di cucina 1 e 2.
A far risaltare il carattere delle opere contribuisce in maniera determinante l’allestimento semplice ed elegante dell’esposizione (apprezzato da Jansen), a cui la Blu Ocean –sottolinea Francesco Scarpino- ha dedicato particolare cura: i quadri non sono fissati alle pareti delle sale del Castello ma a strutture autoportanti che esteticamente si fondono con l’ambiente, senza danneggiarlo e senza interferire con il godimento delle opere. Ma sia i quadri che i supporti, essendo di dimensioni notevoli, hanno richiesto non poco sforzo per la loro collocazione: sono stati introdotti all’interno del Castello non attraverso la stretta rampa di scale ma tramite una gru che li ha calati dalla torretta.
Ed è proprio qui che si può concludere la visita alla mostra, accedendo al terrazzo esterno della torretta: su comode poltroncine, ci si può gradevolmente fermare a sfogliare i cataloghi che accompagnano l’esposizione apprezzando, magari al tramonto, un angolo della nostra Reggio che a Jürgen Jansen è piaciuta moltissimo.





