A cento anni dal Grande Terremoto di Messina l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (DPC), si cimenta in un nuovo progetto di ricerca multidisciplinare, della durata di due anni, sull’area Calabro- Peloritana. Il progetto di ricerca denominato ‘Messina 1908-2008′ ha lo scopo di acquisire, per circa due anni, nuovi dati sismici, storici, geodetici e satellitari di alta qualita’ per una migliore comprensione dei processi sismogenetici nella zona Calabro Peloritana. Cento anni dal terremoto non sono bastati per comprendere tutti i segreti della struttura della faglia che ha generato il terremoto dello Stretto di Messina e che ancora oggi crea discussioni. ‘Mentre, grazie alla tomografia, si conosce bene la struttura della subduzione al di sotto della penisola – dice il presidente dell’INGV, Enzo Boschi – abbiamo limitate informazioni sulla porzione piu’ superficiale, sopra i 100 km. L’obiettivo di questo progetto e’ quello di comprendere meglio come le dinamiche superficiali ed il processo di subduzione interagiscono’. Gli studi degli esperti verteranno anche su una rivalutazione degli eventi avvenuti nell’area nel 1905, 1907, 1908, 1975.




