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    ‘Ndrangheta: in Australia maxi sequestro di droga

    E’ salito oggi a 21 il numero di arresti effettuati in seguito al piu’ grande sequestro di ecstasy al mondo, reso noto venerdi’ scorso dalla polizia australiana, che in una serie di irruzioni in quattro diversi stati d’Australia aveva messo in manette le prime 16 persone. L’operazione e’ frutto di anni di indagini in collaborazione con la polizia italiana, e secondo gli investigatori gli arrestati comprendono l’elite della ‘ndragheta di Plati’ trapiantata in Australia. Sarebbe la conferma che decenni dopo il primo insediamento di immigrati calabresi nel distretto rurale di Griffith in Nuovo Galles del sud, l’Onorata societa’ mantiene radici potenti. E con la nuova generazione si e’ evoluta, stringendo legami con altre reti criminali. La polizia ha recuperato 4,4 tonnellate di pasticche, con un valore al dettaglio pari a 264 milioni di euro. Erano nascoste in piu’ di 3.000 barattoli di pomodori, in un container giunto per nave dall’Italia a Melbourne nel giugno 2007. La droga era stata sostituita dagli investigatori con una sostanza inerte e il container tenuto sotto sorveglianza. I personaggi chiave arrestati includono Pasquale Barbaro di 46 anni, ritenuto il principale organizzatore dell’operazione, John William Higgs, barone del traffico di anfetamine e fondatore della banda di motociclisti Black Ulah, e il presunto esponente della mafia libanese Rob Karam, gia’ accusato di gestire una rete corrotta di portuali a Melbourne, ma scagionato. Arrestati anche gli associati di Barbaro, Averio Zirilli, Pat Sergi e Domenico Barbaro. L’organizzazione operava con efficienza imprenditoriale, con alleanze legate alle diverse opportunita’ di arricchimento. Pasquale Barbaro, che negli anni ’90 era stato incriminato per una massiccia piantagione di marijuana nella zona rurale di Griffith e poi scagionato, e’ figlio di Francesco Barbaro, nato a Plati’ nel 1937, uno degli uomini piu’ ricchi di Griffith, nominato in una commissione d’inchiesta come membro dell’organizzazione calabrese responsabile dell’uccisione nel 1977 dell’attivista anti-droga Donald Mackay, che aveva denunciato alla polizia l’esistenza di una piantagione di marijuana, e il cui corpo non fu mai ritrovato. La ‘ndrangheta era tornata a fare notizia in Australia nel 2004, quando fu sventata una grossa operazione di traffico di cocaina dalla Colombia: circa 500 chili diretti al porto di Melbourne, celati in blocchi di marmo. La cocaina non fu mai recuperata, nonostante l’insistenza della polizia italiana, secondo cui che aveva raggiunto il porto di Melbourne. Al tempo il pubblico ministero antidroga Salvatore Curcio chiese l’estradizione di quattro italo-australiani, indagati dalla polizia italiana ma non incriminati in Australia, ma la procedura di estradizione si e’ arenata. La conferma dei legami con la mafia colombiana e’ venuta il mese scorso, quando la dogana ha intercettato un altro container a Melbourne, in cui erano occultati 150 chili di cocaina fra sacchi di caffe’: una spedizione che si ritiene organizzata dallo stesso cartello guidato dai Barbaro. Il comandante della polizia federale Mick Keelty ha riferito che l’operazione ha impegnato 400 agenti e sono stati eseguiti raid anche in Belgio, Olanda e Italia, con il sequestro di circa 500 mila euro. Si prevede che l’accusa impieghera’ almeno sei mesi per preparare il suo caso, basato su 187 mila ore di intercettazioni telefoniche e altre 3.600 di registrazioni ambientali, in gran parte in dialetto calabrese. (ANSA).