Nella prima mattinata del 07/08/2008 militari appartenenti alla Tenenza della Guardia di Finanza di Melito di Porto Salvo, comandati dal Ten. Francesco Paolo Davide, traevano in arresto M.A., 36 anni, accusato di reati tra i quali Ricettazione, Falsità materiale commessa dal privato, Sostituzione di persona.
L’operazione, denominata “Prova a prendermi” dal famoso film dei cui protagonisti M.A. può rievocare le gesta, è iniziala nel gennaio 2008 quando i militari della Tenenza della Guardia di Finanza hanno dato il via alle indagini a seguito della denuncia di un malcapitato al quale furono sottratte delle somme dal conto corrente per un finanziamento acceso per l’acquisto di un’automobile in realtà mai sottoscritto dallo stesso.
Il reo tradotto in carcere ha fatto da tramite per la vendita di un autoveicolo, configurando il reato di ricettazione, tra un soggetto ancora non identificato il quale avrebbe utilizzato documentazioni attestanti falsa identità, con tanto di tessera sanitaria e busta paga con dati del malcapitato, e una concessionaria di auto. L’auto è stata consegnata da M.A. all’autosalone, questa volta fingendo egli stesso di essere il malcapitato producendo una patente di guida falsa, in maniera da incassare l’intero importo dalla vendita all’autosalone, ignaro di tutto. In seguito tale tecnica ha interessato anche gli acquirenti finali del veicolo i quali mai avrebbero potuto immaginare cosa ci fosse dietro all’acquisto.
Nel corso delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza sono emersi ulteriori disegni criminali. L’arrestato aveva prodotto infatti altri documenti di identificazione falsi modificando alcune lettere del proprio cognome al fine di accendere conti correnti con la sua “nuova identità” ed emettere assegni scoperti.
Infatti con questa tipologia di operazione aveva tratto in inganno numerosi autosaloni del comprensorio reggino dai quali acquistava auto emettendo assegni scoperti che traeva su conti intestati a persona inesistente per poi rivenderle ed incassare le somme collegate alla stessa.
L’operazione portata a termine dai militari della Tenenza di Melito di Porto Salvo è il frutto di articolate indagini concretizzatesi grazie ad un attento esame delle attività pregresse di M.A. e della documentazione acquisita anche presso pubblici uffici che demarca la sempre crescente attenzione dei militari del Corpo a contrastare gli illeciti messi in pratica da coloro i quali puntano all’ingiusto arricchimento a danno di ignari cittadini, nell’ambito del conseguimento dei compiti istituzionali di polizia economico-finanziaria.




