QUEST’ANNO L’INIZIATIVA SI LEGA ALLA CAMPAGNA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
di Cristina Turano
Alla Questura di Reggio Calabria per la presentazione del Progetto, “Cuore Siulp” 2008. Evento che vedrà la sua effettiva realizzazione la sera del 17 Luglio presso il Teatro Catona. Tanti gli ospiti importanti che saranno presenti allo spettacolo nato a scopo benefico. Intanto la conferenza ha anche voluto rilevare un particolare messaggio sociale di denuncia sul vertiginoso aumento degli abusi sessuali domestici.
Diverse le dichiarazioni sul fenomeno, tra le tante anche le affermazioni del Questore Santi Giuffrè, dell’Assessore Sidari, e del vice-capo di Gabinetto del Consiglio Regionale. Si è parlato, infatti, di particolari persecutori in grado di sconvolgere la vita delle loro giovani vittime attraverso la violenza sessuale continuata nel tempo. Loro sono gli insospettabili. Padri di famiglia. L’intenzione dei presenti è stata quella di evidenziare un sistema sbagliato, simbolicamente rappresentato dalla finta miopia di molti. Così ha spiegato il Questore quando ha raccontato di madri silenziose, responsabili e colpevoli tanto quanto i padri che abusano sessualmente dei loro figli. La procedura messa in atto dal malato-criminale è quasi sempre, la stessa. Per descrivere come avviene quest’oltraggio alla crescita, all’adolescenza, questo sterminio del diritto alla normalità, basta partire dal video mostrato alla conferenza. Filmato, creato da Ferdinando Spagnolo, regista, ma prima di tutto Segretario Provinciale Siulp (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia di Reggio Calabria). “L’inferno degli Angeli”, questo il titolo del corto che ha scandagliato con immagini accompagnate da una voce fuori campo, l’orrore, l’inganno per chi come Francesca, protagonista del corto, subisce, sopporta e combatte contro una particolare forma di violenza sessuale. Si è detto di madri che, come quella della protagonista, girano la testa dall’altra parte disintegrando l’appiglio più probabile per i figli. Donne adulte? Donne che chiudono gli occhi, coprono le orecchie e non parlano. E poi ci sono le figlie, vittime colpevoli. Già perché sono molti i genitori che giustificano il loro raccapricciante comportamento, dicendo che: “Sono stati provocati”. Sfidati da bambine? Adolescenti?Questo si chiede Francesca nel corto. Certo è che se anche qualcuno crede che non sia umanamente possibile per alcun essere civile accettare queste assurde motivazioni, arriva il colpo duro. Lo scontro frontale con il muro della realtà, perché la Polizia denuncia la depravata connessione tra silenzio delle madri e azioni reiterate di abuso da parte dei padri sulle figlie. Difficile scoprire questi sotterranei e domestici casi di cronaca. Problematico perché, come lo stesso Questore di Reggio Calabria, Santi Giuffrè, ha sottolineato: “E’ in vigore, negli strati sub culturali della nostra regione, una grave forma di legge operante che si chiama Omertà, la peggiore limitazione e la più devastante nella lotta contro ogni forma di criminalità.” Se, oltre all’assolto silenzio delle vittime, perché comprensibile, si aggiunge l’infondato mutismo di altri casuali conoscitori dei fatti, allora tutto rischia di collassare. E se poi si aggiunge il taglio dei fondi apportati dalla nuova Finanziaria 2008, nel campo del volontariato, allora diventa tutto più difficile. Questa la denuncia, dei presenti. Intanto il progetto Cuore Siulp, già alla sua quinta edizione, pensa anche al modo di avvicinare la gente a una nuova concezione delle Forze dell’Ordine, e lo fa con una particolare forma di comunicazione che mira a creare una nuova figura del poliziotto, prima di tutto “Persona in Divisa”. Quindi, anche un appello alle vittime che devono denunciare, per non rischiare di diventare “carnefici di se stesse”, per non avvalorare quella generale convinzione di chi stupra il diritto di essere giovani. Il “Tanto, Non Parla”, pensiero di chi violenta una vita, deve essere compromesso. Questa è anche la certezza, il motore funzionante della casa famiglia “Domus Nazareth”.