L’unica pista che gli inquirenti sembrano aver escluso completamente nell’omicidio Logoteta è quella mafiosa. Le modalità con le quali, ieri, è stato assassinato Pietro Logoteta, classe 1939, non appartengono al clichè tipico del genere. E’ comunque mistero sulla morte del sindacalista, trovato in una pozza di sangue all’interno degli uffici della Federazione Nazionale Agricoltura, in via Cardinale Portanova, a pochi metri di distanza da Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria. Una tragedia consumatasi nel giro di pochi minuti, secondo la testimonianza di un collaboratore della vittima che, rientrando in ufficio e trovata la porta d’ingresso sbarrata, ha avvertito subito i Vigili del Fuoco. Logoteta, quindi, sembra essere rimasto da solo, o meglio, in compagnia del proprio assassino, per un arco piuttosto limitato di tempo, intorno alle 16.45, visto che sarebbe morto in seguito alle gravi ferite riportate intorno alle 17. E’, dunque, un omicidio misterioso, anomalo, per le dinamiche soprattutto, anche se, in questo momento, nel puzzle che gli investigatori stanno cercando di comporre mancano parecchi tasselli per arrivare alla persona che ha ucciso, con una serie ancora imprecisata di colpi alla testa, il Logoteta; l’arma del delitto, innanzitutto: le ferite sul capo dell’uomo non possono essere state inferte con le mani nude, ma, d’altra parte, all’interno dell’ufficio dove si è consumata la tragedia non è stato ritrovato alcun oggetto "sospetto" che potrebbe essere servito per il massacro. Pietro Logoteta, secondo le testimonianze dei numerosi parenti accorsi sul luogo del delitto, era un lavoratore, una persona perbene, lontano da interessi pericolosi che, eventualmente, potrebbero essere la causa del suo omicidio. Gli inquirenti, non escludono, che Logoteta, potrebbe essere stato notato dal suo assassino mentre avrebbe compiuto un prelievo in banca, Pietro Logoteta, il sindacalista ucciso nel suo ufficio a Reggio Calabria. Nel portafogli della vittima, infatti, gli agenti della squadra mobile hanno trovato delle banconote nuove, per una somma complessiva di un migliaio di euro, ed alcuni assegni. Probabilmente il denaro non è stato portato via perchè l’assassino ha avuto poco tempo a sua disposizione e la sua attenzione si è concentrata sulla cassaforte. Su questi particolari si sta concentrando l’attenzione investigativa, tant’è che gli agenti della squadra mobile stanno verificando se Logoteta ha effettuato operazioni bancarie in un vicino istituto ubicato nei pressi del suo ufficio. Oltre alla cassaforte vuota gli investigatori ieri sera hanno notato anche che la vittima aveva le tasche dei vestiti rivoltate, segno che avvalorerebbe l’ipotesi della rapina. (apcom)




