DAI TAGLI ALLA POLITICA ALLA SANITA’, PASSANDO PER IL PD. UN PRESIDENTE A TUTTO TONDO
È un presidente del Consiglio regionale in grande spolvero quello che parla questa sera alla Festa dei Lavoratori organizzata dalla Cgil a Pineta Zerbi. Ospite di Francesco Alì e dei suoi, Giuseppe Bova a domanda risponde. La voce del pubblico affidata simbolicamente ad un attento Romano Pitaro. Bova non sfugge il confronto, ma anzi incalza e dove è necessario diventa politico feroce. A volte anche polemico. Si parte dalla Calabria, da quei “talenti”, quei 500 meritevoli, che la Regione ha voluto premiare con un suo intervento diretto pur di evitare un’altra fuga di risorse da una terra che da tanto, ma non a se stessa. E poi i costi della politica. Bova fa le pulci al suo palazzo.
Abbattuti fino ad un terzo i costi, dice. I gruppi, le trasferte. Quindici milioni che diventano cinque. Una svolta che parla in termini economici, ma che sa tanto anche di morale. La sanità, è il tema caldo della serata. Il numero uno di palazzo Campanella non nega le difficoltà. “E’ una priorità” ribadisce senza mezzi termini e per fare capire che non sta parlando solo politichese, sul piatto ci pensa lui a lanciare l’emergenza cardiologia. In Calabria, dice, è già allarme. Da queste parti si rischia grosso con questa patologia. Dunque nessuna intenzione di nascondersi dietro al dito. E lo stesso tono tocca quando a Pineta Zerbi si parla di politica in senso stretto. Pd? La politica non è più quella di una volta chiosa, Giuseppe Bova che poco o male riesce a nascondere la sua insoddisfazione su una politica che non è più quella delle basi, ma purtroppo, sempre più lontana dai cittadini. Una problematica, continua, che è non solo a queste latitudini ma vicenda nazionale e che forse – lancia la pietra nello stagno il presidente – è la stessa “malattia” che fa pensare i palazzi che contano: da Roma in su. E poco o niente a questo Sud sempre pronto a dare e mai abbastanza a ricevere.
gdg