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    Reggio, sgominata banda di "topi d'appartamento"

    Ancora un obiettivo di rilievo raggiunto dal personale delle “Volanti” della Questura di Reggio Calabria con l’arresto in flagranza di reato di quattro cittadini extracomunitari, due georgiani, un russo ed un armeno, intenzionati a svaligiare un attico sito al quinto piano di un palazzo di via Possidonea. Alle ore 00.50 di questa notte perveniva sull’utenza “113” la segnalazione di un cittadino che aveva notato alcuni uomini aggirarsi con fare sospetto intorno allo stabile interessato. Venivano immediatamente fatte convergere due “volanti” dell’U.P.G.S.P. della Questura che con estrema abilità riuscivano a bloccare uno dei malfattori che fungeva da “palo” interrompendo la telefonata di avvertimento ai suoi “compari”. Con l’ausilio di altri due equipaggi giunti in ausilio, il personale della Polizia di Stato entrava nel palazzo, il cui portone d’ingresso era stato forzato, e dopo aver bloccato l’ascensore al piano terreno, principiava una meticolosa ricerca, piano per piano, dei complici dell’uomo fermato in strada. Giunti all’attico sito al 5° piano, gli operatori delle “volanti” notavano degli attrezzi atti allo scasso riversi all’ingresso della porta di accesso ed una borsa contenete altri attrezzi dello stesso tipo. Certi, quindi, che i complici erano ancora nel palazzo, gli agenti continuavano la salita verso il terrazzo, la cui porta di accesso era stata sfondata dai malfattori nel vano tentativo di sottrarsi alla cattura. I primi due operatori procedevano ad attenta bonifica del terrazzo soprastante senza trovare però traccia dei malviventi. Insistendo nella ricerca, gli operatori della Polizia di Stato scavalcavano un muro divisorio e percorrendo in bilico il cornicione dello stabile, accedevano ad una seconda terrazza ove scorgevano delle ombre che si appiattavano a terra. Raggiunti da altri uomini delle “volanti”, gli agenti si avvicinavano cautamente alle “ombre” che si materializzavano in altri tre cittadini extracomunitari sdraiati sul cornicione nell’oramai vano tentativo di sottrarsi alle ricerche. Nonostante i ripetuti inviti ad alzarsi con le mani ben in vista, i tre malviventi disattendevano l’ordine resistendo all’arresto, tanto da dover essere presi di peso e condotti fuori dello stabile. Accompagnati in Questura e condotti all’interno delle celle di sicurezza, venivano sottoposti a fotosegnalamento, per la comparazione delle impronte digitali nella banca dati del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, venendo identificati per IVANOV Joni, di anni 31 cittadino russo, ARUTINIAN Soso, armeno di anni 23, LAKOBA David, del 78 e SVANIDZE Beka di anni 22, entrambi georgiani. Questi ultimi due, oltretutto, erano già stati arrestati per furto aggravato da Questo Ufficio in data 10 giugno u.s..- I quattro malviventi venivano messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente per rispondere del reato di tentato furto aggravato anche dallo stato di clandestinità. Nella mattinata odierna si celebrerà il rito direttissimo. 

     Gli inviti rivolti attraverso anche gli organi di stampa e le televisioni ai cittadini e finalizzati alla segnalazione di persone sospette iniziano a dare i suoi frutti e si dimostrano l’arma vincente. La sicurezza, come evidenziato in altre occasioni, è un bene comune il cui raggiungimento va, naturalmente, concertato con tutti coloro che intendono condividere questo prezioso bene.