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    Nasi rossi e sorrisi contro il buio della mente…

    ANCHE PATCH JUNIOR PROTAGONISTA DEL POMERIGGIO A "FONDO RAUSEI"
    clown4.jpgDi Cristina Turano

    Boom! Stupefatti dall’uso della filosofia del sorriso. Sempre più impressionante il girotondo degli “artisti per strada” nella città dello Stretto.  Questa volta a spalancarsi, al loro arrivo, sono state le porte della struttura “Fondo Rausei” al “Dipartimento di Salute Mentale”. E si è schiuso, sull’universo alienante della malattia psichica, un mondo nuovo in grado di cancellare e correggere l’immobilità del distacco mentale. Aria, nuova. Tutto è accaduto sotto un vortice in movimento. Quello realizzato dai figli della sana e anticonformista irriverenza. Invasione-shock, quella dei nasi rossi.

    clown.jpgA chi chiedere, quanto i Clown sono in  grado di migliorare le risposte della mente, se non a chi è accolto dentro la struttura, per patologie mentali. E proprio a loro, tra echi musicali, danze e tantissime carezze, abbiamo chiesto come ci si sente tra le braccia dei Clown? Cosa si prova nell’essere avvolti da un manto tessuto con la fibra dell’empatia immediata. Di risposta, né è bastata una sola per tutte. Quella di una donna seduta sul divano insieme con i suoi Clown-Curativi.  Lacrime, dovute alla troppa felicità. Questo ha detto. E poi tutti con il fratello di Patch Adams (inventore della Clown-Terapia) e i suoi ragazzi per combattere contro la riluttanza e l’incertezza di alcuni. E’ durata poco però, la resistenza. Si è frantumata in pezzi, quando i giocolieri dell’anima e della mente hanno preso per mano tutti gli ospiti della struttura, compresi infermieri e medici, per ballare sulle note di “Ciuri, ciuri di tuttu l’annu” e di molte altre canzoni suonate da Virginia, una donna-Clown dell’Associazione One Clown Italia. Rumore, tanto chiasso per gridare e dimostrare come la normalità, spesso ha bisogno di ritocchi informali. E tra fiori, cappelli giganti, strumenti musicali, al centro della stanza si sono amalgamati Degenti e Clown, tanto da non riuscire più a cogliere differenze di ruoli. Sembrava un film, quello cui tutti, incredibilmente abbiamo assistito. La stessa coordinatrice del centro, Angela Vadalà, quando le è stato chiesto di esporre le sue sensazioni sull’arrivo dei Clown, ha risposto con grande entusiasmo. Ha voluto anche spiegare come la parola, l’ascolto, gli abbracci e l’arte in ogni forma, possano essere metodi fenomenali per migliorare lo stato della salute mentale. Strumenti necessari quando c’è bisogno d’intaccare l’incapacità di autogestione. Terapia importantissima per innescare quel processo che mira alla riabilitazione sociale dell’individuo sofferente.

    clown1.jpgDue ore invalidanti per la malattia, quelle scandite dal tempo dettato dai “Fenomenali-Clown”. Momenti riempiti dall’immissione, dentro la struttura, del fenomeno “integrazione-collettiva” .

    Un benvenuto allora, da medici, infermieri, pazienti e cittadini, al “Festival Internazionale degli Artisti di Strada”. Evento che ha formulato un circuito nel quale corrono terapia, sorrisi, spettacoli e tantissimo buon umore.