
Contro Carmelo Giambo’, 39 anni, sono stati esplosi 7 colpi di fucile e pistola calibro 7,65 ma solo uno lo ha ferito, perche’ Giambo’ e’ riuscito ad entrare in casa. L’agguato – “un mancato omicidio” dice il dirigente della Squadra Mobile di Messina, Marco Giambra – e’
avvenuto ieri sera intorno alle 21,30 davanti aalla sua abitazione, in una traversa sul lungomare di Caldera’, a Barcellona Pozzo di Gotto. Due killer hanno aspettato, nascosti nell’oscurita’, il ritorno a casa di Giambo’. Il pregiudicato ha parcheggiato nel cortile la sua Ford Fusion e stava chiudendo il cancello quando i sicari hanno aperto un fuoco incrociato. Giambo’ ha avuto la prontezza di rincasare ma e’ stato raggiunto da un proiettile che, entrato sotto l’ascella, ha trapassato il torace ed e’ fuoriuscito dall’altra parte. Le sue condizioni sono disperate perche’ ha perso molto sangue e la pallottola ha leso organi vitali. Indagato nell’operazione antimafia “Pozzo”, la Dda aveva chiesto l’arresto di Giambo’ nel 2009 ma prima il Gip e poi il Tribunale del Riesame lo aveva rigettato: per lui l’accusa era di usura e di “recupero crediti” usurai con uso di violenze e minacce. Il 19 novembre 2006 gli bruciarono un Fiat Iveco nella “guerra del mercato dell’ortofrutta”. Per gl’inquirenti l’agguato s’inquadra nella ripresa della “guerra di posizione” all’interno dei clan che compongono la famiglia mafiosa barcellonese.




