”Questa strage si poteva evitare. Un colpevole c’e”’. Ha gli occhi rossi dal pianto e dalla disperazione, ma la voce e’ ferma e decisa. Antonio Lonia, nell’alluvione di fango e detriti che ha
sommerso parte della frazione Giampilieri Superiore di Messina ha perso la moglie, due figli e il suocero. Il cadavere del suocero, Salvatore Scionti, e’ stato ritrovato, mentre Maria Letizia, la moglie, e Francesco e Lorenzo, di due anni e mezzo e sei anni e mezzo, risultano ufficialmente ancora dispersi, ma lui non nutre piu’ speranze. ”Si trovavano – spiega – sul fronte della frana. Non c’e’ niente da fare. Ne sono convinto”. La famiglia di Antonio era a casa, in una palazzina posta proprio ai piedi della collinetta dalla quale si e’ staccata una massa enorme di fango che e’ caduta a valle travolgendo tutto e tutti. Per i familiari di Antonio, anche se manca l’ufficialita’, nessuna speranza. Antonio si e’ salvato perche’ fa il camionista e quando dalla montagna soprastante si e’ staccata la massa di fango era fuori. Adesso non riesce a non imprecare contro quello che non e’ stato fatto. ”Due anni fa – dice – era successa la stessa cosa, solo che allora fortunatamente non c’erano state vittime. In due anni non e’ stato preso alcun provvedimento”. ”Questa strage si poteva sicuramente evitare. Con tutte le strumentazioni tecnologiche che hanno a disposizione – prosegue Antonio – potevano prevedere che potesse succedere dopo tanta pioggia. Potevano avvertire la popolazione di abbandonare le case. Ma nessuno ha fatto niente”. L’uomo torna poi all’alluvione di due anni fa. ”Da allora – dice – sapevano che poteva succedere. Lo sapevano tutti”. (ANSA).




