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    Collisione stretto: comandanti chiedono di patteggiare

     Hanno chiesto di patteggiare davanti al Gup del Tribunale di Messina, Daria Orlando, i comandanti della portacontainer “Susan Borchard” (battente bandiera di Antigua e Barbuda), l’ucraino Maksym Poludnyev, e del traghetto “Zancle” della Caronte&Tourist, Francesco Donato, ritenuti responsabili della morte di quattro membri d’equipaggio e del ferimento di 100 dei 151 passegeri della nave veloce Rfi-Bluvia “Segesta Jet”, partita da Reggio e diretta a Messina. La collisione avvenne nello Stretto di Messina alle 17.53 del 15 gennaio 2007 tra la portaontainer e il mezzo veloce Fs. Il sindacato Sasmant e il Comitato dei pendolari hanno chiesto di costituirsi parte civile. Analoga richiesta avanzata anche dai familiari di una dele vittime, il marinaio di Reggio Calabria Palmiro Lauro, e da diverse parti offese non ancora risarcite. L’udienza e’ stata rinviata al 12 febbraio perche’ non c’e’ ancora accordo tra i Pm Angelo Cavallo, Francesca Ciranna e Vito Di Giorgio e i difensori dei due imputati sull’equita’ della pena e con le parti civili ed offese sulla congruita’ dei risarcimenti. A Poludnyev vengono contestati i reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, in quanto, pur avendo la sua nave il diritto di precedenza, non avrebbe ridotto la velocita’ e quindi cercato di attuare una manovra d’emergenza. Donato, invece, pur avendo raccolto per primo il “May Day” avrebbe omesso di prestare soccorso, eludendo anche qualsiasi contatto con la Capitaneria di porto di Messina per prestare tempestivo soccorso a bordo del “Segesta”. Nella collisione persero la vita il comandante Sebastiano Mafodda – ritenuto anche lui responsabile della collissione – il direttore di macchina Marcello Sposito, il motorista Domenico Zona ed il marinaio Palmiro Lauro. Dalla perizia tecnica dei professori Enzo Dalle Mese e Giuseppe Ruggiero, dell’ammiraglio Manlio Rittore e del capitano di fregata Andrea Bocchieri, e’ emerso come proprio il comandante Mafodda non si sarebbe accorto che stava entrando in rotta di collisione con la portacontainer e che il comandante ucraino, ritenendo di avere il diritto di precedenza, non avrebbe fatto nulla per evitare l’impatto. Secondo i consulenti della Procura il “Segesta Jet” avrebbe dovuto accostare a dritta dopo aver superato la poppa della “Zancle”, mentre la “Susan Brochard” avrebbe dovuto e potuto fare anche “macchina indietro tutta” per evitare comunque la collisione. Ad avvalorare questa testi anche l’informativa della guardia costiera. (AGI)