Palermo, 12 set – L’assessore regionale siciliano al Bilancio e Finanze, Michele Cimino, ha fornito, in sintesi, il contenuto del disegno di legge, predisposto dal Dipartimento delle Finanze e Credito della Regione Siciliana, sui ”Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese”, le cui finalita’ sono di sostegno agli insediamenti di nuove strutture produttive nel territorio della Regione Siciliana, nonche’ allo sviluppo delle realta’ produttive gia’ esistenti, possono essere meglio perseguite, in particolare, mediante strumenti celeri e trasparenti da finalizzare agli investimenti ed alla crescita dimensionale delle imprese. Lo schema normativo mira a soddisfare quelle istanze presentate dalle imprese che intendono effettuare nuovi investimenti in Sicilia, per un importo agevolabile non inferiore a 200.000 euro e non superiore a quattro milioni, con esclusione delle imprese artigiane il cui limite minimo e’ fissato in 35.0000 euro e massimo in un milione. Occorre evidenziare che i limiti possono essere variati tenendo conto di eventuali suggerimenti provenienti dalle organizzazioni di categoria. Il regime regionale prevede che l’agevolazione fiscale venga utilizzata in compensazione, a fronte di nuovi investimenti in beni strumentali dell’impresa. Ai fini della concessione del beneficio fiscale, l’ammontare e’ calcolato a partire dal costo complessivo del nuovo investimento. All’importo cosi’ calcolato viene applicato l’intensita’ d’aiuto. Per quanto riguarda gli investimenti ammissibili alle agevolazioni, si precisa trattarsi di beni strumentali, materiali ed immateriali acquistati in proprieta’, compresi quelli acquisiti mediante contratto di locazione finanziaria, rientranti in un progetto di investimento iniziale. In particolare si tratta di: autoveicoli con tara superiore a 5 Q, autocarri derivati da autovetture; attrezzatura varia e minuta; impianti e macchinari specifici; impianti e macchinari generici; costruzioni leggere, tettoie e baracche; beni immobili. I terreni e gli immobili sono ammissibili alle agevolazioni per un importo totale non superiore al 50 per cento del costo complessivo del progetto d’investimento iniziale proposto. Si puntualizza – evidenziano dall’assessorato – che le domande devono essere presentate prima dell’avvio dell’esecuzione dei progetti d’investimento (avvio che deve avvenire tassativamente, entro sei mesi dalla approvazione dell’istanza). Tale condizione e’ evidentemente finalizzata al controllo preventivo del rispetto degli stanziamenti di spesa previsti e ad un preliminare riscontro dei requisiti richiesti dalla legge per l’ammissione al beneficio. Per la copertura finanziaria del disegno di legge regionale ”Credito di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese” si fara’ ricorso ai fondi regionali previsti dalla finanziaria 2008, quantificati rispettivamente in 7 milioni di euro per l’anno 2008, 18 milioni e 700 mila euro per l’anno 2009 e 35 milioni di euro per l’anno 2010, facendo presente che e’ stata attivata la procedura per l’inserimento di detta misura agevolativa nella Programmazione FAS per il periodo 2007-2013. La dotazione finanziaria occorrente affinche’ il credito di imposta possa determinare, in relazione al citato studio, effetti significativi di sviluppo sull’economia regionale, e’ quantificabile, per il periodo 2008-2013, per un importo pari a circa 40 milioni di euro annui. Tuttavia, tenendo conto dei dati riguardanti i crediti di imposta usufruiti in Sicilia nel precedente periodo 2000-2006, ai sensi dell’articolo 8 della legge 388/2000, pari a circa 100 milioni di euro annui, si ritiene che il sistema economico regionale sia in grado di sviluppare un volume di investimenti tale da assorbire la dotazione finanziaria prevista per lo stesso articolo 8 della legge 388/2000. L’effetto immediato delle agevolazioni e’ aumentare gli investimenti in macchinari ed impianti e questo determina, stante le caratteristiche della struttura produttiva siciliana (ridotta specializzazione nell’industria in generale ed in particolare in quella dei beni strumentali), un incremento delle importazioni nette che almeno nel 2007 e’ decisamente superiore alla crescita del Pil. Negli anni successivi i maggiori investimenti stimolati dalle agevolazioni esercitano, tuttavia, un effetto sempre maggiore di espansione della base produttiva e quindi l’incremento della domanda regionale e’ soddisfatto in misura sempre maggiore dalla produzione interna. Le importazioni nette si dimezzano nel 2008 e poi assumono un valore negativo crescente, raggiungendo nel 2013 un livello inferiore del 3,0% a quello dell’evoluzione dell’economia siciliana in assenza di agevolazioni. Si tratta di un risultato importante, in quanto le agevolazioni previste determinerebbero nel medio periodo una riduzione della dipendenza economica della Sicilia.




