E’ ritenuto il mandante di un omicidio avvenuto a Messina ben 16 anni fa, durante l’ultima guerra di mafia. Ad accusarlo gli stessi esecutori del delitto, entrambi condannati e poi divenuti collaboratori di giustizia. Il Gip aveva rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere perche’ e’ detenuto da ben 12 anni, ma il Tribunale della liberta’ l’aveva accolta ed ora, dopo la conferma della Cassazione, a Luigi Leardo, 53 anni, la squadra mobile ha cosi’ potuto finalmente notificare in carcere il provvedimento in quanto indagato di concorso in omicidio, con l’aggravante di aver commesso il reato col metodo mafioso. Ad ingaggiare la battaglia processuale per vedere accolte le sue richieste il sostituto della Dda, Giuseppe Verzera, il quale – proprio grazie alle dichiarazioni dei due killer-pentiti del clan Marchese, Nicola Galletta e Salvatore Bonaffini – ha riaperto le indagini della mobile due anni fa sull’uccisione di Giuseppe Mastroieni, 33 anni, ritenuto affiliato al clan Galli ed ucciso il 6 dicembre ’92 con sei colpi di pistola calibro 7.65 mentre era intento a compilare una schedina del Totocalcio all’interno di un salone da barba nel rione Ritiro. Sarebbe stato proprio Leardo a dare il suo assenso a Galletta e Bonaffini per eliminare l’affiliato al clan avversario e rispondere cosi’ ad altri omicidi avvenuti nei mesi precedenti. Come mandanti del delitto era gia’ stato condannato nel maxiprocesso ‘Peloritana 2′ il boss pentito Luigi Sparacio mentre era stato assolto Giuseppe Mule’. (AGI)




