IL CENTRODESTRA CONTINUA A LITIGARE MENTRE L’F.C. MESSINA TORNA NEI DILETTANTI
di Peppe Caridi
Dopo un mese dall’elezione di Giuseppe Buzzanca a sindaco e Nanni Ricevuto a presidente della Provincia, all’interno del centrodestra Messinese regna il caos: è difficoltoso il percorso che porta alla formazione delle giunte di Palazzo Zanca e del Palazzo dei Leoni, soprattutto a causa dello scontro tra Pdl e Udc/Mpa che si sentono traditi poichè non sarebbero stati "rispettati i patti".
E intanto il Messina calcio l’anno prossimo giocherà nei dilettanti: la decisione della famiglia Franza è arrivata proprio nel giorno dell’incontro tra tifosi e Sindaco in cui i club ultrà avevano proposto con Buzzanca un azionariato popolare per gestire la squadra giallorossa dopo l’iscrizione in B da parte dei Franza.
Invece i giallorossi militeranno nella «miglior campionato dilettantistico cui il F.C. Messina, in funzione dei propri meriti sportivi, potrà essere ammesso" così come il gruppo Franza ha scritto in una lettera, firmata da Vincenzo Franza e inviata a Lega e Figc (che qui potete leggere integralmente).
In mattinata Gianfranco Scoglio, assessore ai Lavori pubblici (l’ideatore del project financing dei due stadi cittadini) aveva organizzato un incontro a Palazzo Zanca tra l’Amministrazione Comunale e i club ultrà di Messina: proprio da Scoglio, infatti, era arrivata l’idea dell’azionariato popolare, che i tifosi hanno accolto con la forza della disperazione vedendo in questa soluzione l’ultima speranza per salvare la squadra della città.
Proprio i tifosi, guidati dai consiglieri comunali Nino Carreri, Giorgio Muscolino e Salvatore Ticonosco, hanno incontrato il Sindaco Buzzanca e trovato in lui una grnde volontà di far sopravvivere il Messina Calcio, hanno così telefonato al vicepresidente del Messina Vincenzo Franza lanciandogli la proposta dell’azionariato popolare: "ne riparleremo nel vertice del pomeriggio", vertice poi rivelatori tragico per la città poichè la decisione che ne è scaturita comporta il fatto he il Messina dovrà ripartire dai campionati dilettantistici: peggio di così non poteva andare.
Per diversi anni, quindi, non avremo più i derby dello Stretto che negli scorsi campionati hanno animato di colore, sana rivalità sportiva e folklore la serie A del sud Italia per quella che è l’unica "stracittadina" mai disputatasi nella massima categoria tra squadre meridionali.
Si sono accese, così, le polemiche nella tifoseria giallorossa: già davanti al comune circa 300 tifosi avevano manifestato durante l’incontro dei loro rappresentanti con il Sindaco, contro la dirigenza Franza urlando che "il Messina è dei messinesi".
Se la squadra fosse stata iscritta in serie B grazie all’azionariato popolare con una somma ingente a disposizione e soprattutto la convenzione degli stadi approvata dal Comune, la società sarebbe diventata molto più appetibile agli occhi di eventuali gruppi interessati per poi ripartire con il lodo Petrucci dalla serie C2 il prossimo anno.
Invece i Franza hanno deciso di rimanere al timone, trascinando la squadra nei dilettanti ed eliminando quindi quell’unica possibilità che comune e tifosi avevano individuato come via di fuga poche ore prima.
La dirigenza societaria, inoltre, ha sempre sostenuto che non s’è fatto avanti alcun gruppo imprenditoriale rilevante e interessato seriamente per prendere il Messina Calcio, e che il Comune ha un debito di quasi un milione di euro nei confronti del Messina.
Al Comune invece giurano che le cordate imprenditoriali pronte a rilevare la società esistevano realmente: erano imprenditori importanti del nord Italia e anche della Sicilia, con esperienze nel mondo del calcio, che però sarebbero letteralmente "fuggiti" di fronte alla impressionante mole di debiti del Messina, che dovrebbero essere addirittura superiori ai cinquanta milioni di euro!
Non è migliore, però, la situazione politica: la formazione delle giunte (comunale e provinciale) è in altomare a causa di un duro scontro tra Pdl e Udc/Mpa: Nanni Ricevuto ha nominato 10 assessori provinciali due giorni fa con una sola poltrona per l’Mpa e nessuna per l’Udc: rimangono cinque posti liberi, "Udc e Mpa si mettano d’accordo e mi indichino i loro nomi" ha dichiarato Ricevuto.
Carmelo Lo Monte, però, commissario provinciale dell’Mpa ha dichiarato che "gli accordi erano per otto assessorati a Udc e Mpa, stando così le cose noi andiamo all’opposizione".
Per il vicesindaco (Udc) Giovanni Ardizzone "si troverà una soluzione" e nelle ultime ore c’è andato più leggero anche Fortunato Romano, deputato regionale dell’Mpa: "Stiamo lavorando a un’intesa con molto buon senso". Probabilmente la soluzione è davvero pronta ad arrivare, forse (?) grazie a un intervento da Palermo dove l’equilibrio tra Pdl e Mpa è tale che senza l’appoggio del partito di Berlusconi il presidente Lombardo perderebbe la maggioranza nell’Assemblea Regionale, quindi è evidente che la situazione politica "giochi" su più fronti e che anche fattori esterni possano determinare il numero di assessorati in seno alla giunta Provinciale.
La questione di Udc e Mpa potrebbe avere ripercussioni per il Pdl e il Consiglio anche al Comune, dove nei giorni scorsi si era trovata una soluzione per la formazione della giunta dopo altrettanti litigi e polemiche. In questo momento Udc e Mpa si ritrovano alleati contro il Pdl che è visto come il "nemico comune": adesso può accadere di tutto nuovamente anche al Comune, soprattutto dopo le roboanti dichiarazioni di Giovanni Ardizzone, Gianpiero D’Alia e Giuseppe Naro per l’Udc, Carmelo Lo Monte, Cateno De Luca e Fortunato Romano per l’Mpa che hanno scritto un documento esplicitando che non possono "accettare l’introduzione di metodi di governo della Provincia opachi e privi di dignità che tentano di imporre direttori generali privi dei necessari requisiti professionali e qualche assessore dall’oscuro passato. Nelle prossime ore convocheremo gli organi di partito e gli eletti per un esame congiunto della situazione politico-amministrativa del Comune e della Provincia".
Nelle prossime ore scopriremo se e come gli equilibri all’interno della maggioranza si stabilizzeranno oppure se, al contrario, ci sarà un vero e proprio terremoto.




