BROLO, QUANDO LA BUROCRAZIA UCCIDE IL LAVORO. 60 DIPENDENTI DELLA RADIO C@LL SERVICE E DELLA CALL CENTER ITALIA RISCHIANO IL LICENZIAMENTO IL PROSSIMO 31 LUGLIO
19 luglio 2008 – Più di 60 posti di lavoro a rischio. E’ il grido d’allarme lanciato dalle Organizzazioni Sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e
Una situazione di grave crisi che ieri sera è stata affrontata nel corso di un’accesa riunione tenutasi nell’aula consiliare del Comune di Brolo tra lavoratori, rappresentanti sindacali e alcuni esponenti politici.
“Sembra paradossale – affermano i rappresentanti sindacali – che una società con un credito con la Regione di oltre mezzo milione di euro (500.895 euro) e che avrebbe molte possibilità di crescita e di sviluppo della propria attività, debba invece chiudere per le inadempienze della burocrazia. A rischio ci sono circa 60 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, quindi un call center esemplare, che funziona e non sfrutta i lavoratori con contratti atipici e con orari illegittimi”.
La società, infatti, ha avuto riconosciuto il proprio credito dal Tar di Catania dopo una battaglia legale durata ben sei anni ma lo stesso Tar di Catania non ha concesso il recupero coatto del credito per lo stato di deficit della Regione. Tutto questo ha fatto precipitare la società in una situazione debitoria che ha portato persino al pignoramento dell’immobile della sede della stessa.
I debiti maturati a seguito del mancato incasso del credito con la Regione hanno portato inoltre all’impossibilità di versare i contributi con la conseguenza di non potere ottenere il rilascio del DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva. Documento, quest’ultimo, necessario per vedersi liquidate le somme vantate nei confronti di tutti gli Enti Pubblici che, secondo le norme vigenti, per pagare la società devono ricevere l’attestazione. Come se non bastasse, oltre al pignoramento dei crediti vantati, si impedisce alle società di partecipare alle gare d’appalto con la conseguente impossibilità ad acquisire nuova clientela.
Paradossale, infine, come le società abbiano cercato di ovviare alla crisi presentando, ad aprile 2008, istanza di rateizzazione alla Se.ri.t Sicilia per i debiti accumulati in questi sei anni ma, lo scorso giugno, la Se.ri.t ha negato questa opportunità giudicando le società non sofferenti perché creditrici nei confronti di clienti.
A pagare restano solo i lavoratori, ma questa volta rischiano il licenziamento per una burocrazia inefficiente. Una burocrazia che penalizza anche le forze sane del territorio.
Le Organizzazioni Sindacali chiedono un incontro urgentissimo, visti i tempi stretti, con il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, l’unico che può disporre in questo momento il pagamento di quanto dovuto dalla Regione alle società.




