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    ‘Ndrangheta: confiscati beni a imprenditrice calabrese a Reggio Emilia

    La Guardia di finanza di Reggio Emilia ha dato esecuzione a un decreto di confisca definitiva, emesso dalla Procura generale alla corte d’Appello di Bologna, nei confronti di un’imprenditrice di origini calabresi, vicina a persone di spicco della locale cosca di ‘Ndrangheta attiva sul territorio emiliano.

    Secondo quanto riferito dalle fiamme gialle, che hanno diffuso la notizia, la donna, amministratrice di diritto di una società che gestiva palestre (ora in fallimento) con unità locali disseminate fra le province di a Reggio Emilia, Parma e Perugia, è nota per essere la moglie di un fiancheggiatore della cosca Grande Aracri, emerso con l’inchiesta Aemilia, per il cosiddetto “affare Sorbolo”, dove compare tra i primi imbesti tori del denaro impiegato, di fatto, dallo stesso Nicolini Grande Aracri.