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    Crotone: rifiuti tossici. Loiero, “Stato ed Eni dovevano bonificare”

    Crotone è stata “l`unica città industriale della Calabria fin dagli anni Trenta. Tra gli anni Ottanta e Novanta la Pertusola ha chiuso ed ha lasciato in eredità disoccupati e veleni al nostro territorio. Lo Stato e l`Eni avrebbero dovuto realizzare la bonifica, perché quell`area è stata riconosciuta sito nazionale da disinquinare e perché in Calabria da un decennio c`è un Commissario per l`emergenza ambientale nominato dal Governo”. A parlare è il governatore della Calabria, Agazio Loiero, durante la trasmissione Unomattina su Rai Uno, tornando sulla vicenda delle scorie tossiche della ex Pertusola usate per costruire edifici privati e pubblici, scuole comprese, a Crotone e provincia. “A Crotone, al massimo entro due mesi, avremo i primi dati sull`eventuale contaminazione alimentare provocata dai rifiuti pericolosi”, ha aggiunto Loiero. La Task-force di ricercatori, nominata dalla Regione Calabria e composta da Unical, Politecnico delle Marche ed Università di Cagliari, Napoli e Siena, da Iamc-Cnr e dalla Stazione zoologica di Napoli, è già al lavoro. Subito dopo le analisi del terreno, dell`aria e degli alimenti si passerà allo studio della costa e del mare. “Noi abbiamo investito tutte le risorse disponibili – ha precisato il Governatore – per dare informazioni e certezze ai cittadini, ma deve essere chiaro che in questo caso le responsabilità sono nazionali e del Governo”. Rispetto alle inchieste della magistratura, in relazione al danno ambientale riscontrato in varie indagini sull`ecomafia, il presidente Loiero ha confermato la decisione già presa all`inizio della legislatura di far costituire sempre in giudizio la Regione Calabria come parte civile, cosa che avverrà anche nel caso di Crotone. “Dei cinquanta milioni di euro di cui disponiamo sul Por – ha concluso il presidente Loiero – abbiamo già preso i primi 15 milioni per incominciare questo lavoro di indagine e ricerca”. (Apcom)