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Crotone: quattro ordinanze notificate

13 Agosto 2008
in Crotone
Tempo di lettura: 2 minuti
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Agenti della Polizia di Stato hanno notificato quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere ad altrettante persone di Crotone, accusate di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori del luogo. Si tratta del presunto boss della cosca di Papanice, Pantaleone Russelli, 35 anni; di Domenico Elia, 32 anni; Domenico Pace, 31 anni, e Salvatore Sarcone, 32 anni. Tutti e quattro sono gia’ detenuti nelle carceri di Bologna, Crotone e Pesaro dove gli agenti del Servizio centrale operativo della Polizia e delle squadre Mobili di Crotone, Catanzaro e Bologna, notificheranno i provvedimenti restrittivi. Russelli, Pace ed Elia, infatti, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto dalla Polizia per associazione mafiosa ed estorsione lo scorso 29 luglio, mentre Sarcone era già detenuto per altra causa. Le accuse ipotizzate nei loro confronti dai sostituti procuratori della Dda Sandro Dolce e Pierpaolo Bruni sono state fatte proprie dal giudice distrettuale delle indagini preliminari Tiziana Macri’ che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare per i quattro uomini ritenendo che abbiano posto in essere l’attività estorsiva per agevolare un sodalizio criminale di stampo mafioso all’accumulo illecito di risorse economiche attraverso minacce e violenza. Pantaleone Russelli, catturato il 29 luglio scorso in un casolare a Imola dove si nascondeva con la moglie e i due figli, era sparito dalla frazione Papanice gia’ da mesi, da quando, in pratica, all’interno della cosca che una volta era unica, e’ scoppiata la faida culminata nel sanguinoso agguato del marzo scorso nel quale ha perso la vita Luca Megna ed e’ stata gravemente ferita alla testa la figlioletta di 5 anni. Russelli, al momento della cattura a Imola, presentava una ferita al ginocchio che secondo gli inquirenti potrebbe essersi procurato proprio durante l’agguato a Luca Megna. E’ ormai assodato, infatti, che prima di morire Megna investi’ con l’auto sulla quale viaggiava uno dei componenti del commando assassino che lo avevano circondato. Sul cofano della sua Fiat Panda e’ rimasta una vasta ammaccatura. Sebbene al momento questa accusa non venga esplicitamente contestata a Russelli ed a suoi uomini, gli inquirenti hanno pochi dubbi che l’agguato sia avvenuto in questo contesto. Anche per questo la pressione esercitata sulla frazione Papanice non si e’ mai allentata. Negli ultimi giorni gli uomini della squadra Mobile di Crotone, diretti dal vicequestore Angelo Morabito, hanno effettuato decine di perquisizioni. (AGI)

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