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    Regionali, Tansi sulla dissestata Sp 93: “Votate di nuovo i soliti noti e vi ritroverete ancora le megafrane fermate con gli stecchini”

    “Stamani, ho trascorso circa un’ora in qualità di geologo e candidato al governo della Regione lungo la Provinciale 93 all’altezza di Santacroce Vetriolo nel comune di Martirano Lombardo. Uno degli innumerevoli luoghi simbolo della “mangiatoia” calabrese. Di cosa parlo? Del malvezzo della politica di buttare i soldi dei contribuenti e in questo caso di una Provincia di Catanzaro che negli anni ’80 ha pensato bene di sperperare preziose risorse pubbliche per creare una via di collegamento lungo una grande frana. Una gigantesca ‘ferita’ del terreno che si estende dalla collina a valle ovvero dalla parte alta sino all’autostrada da una parte e al fiume Savuto dall’altra. Ecco allora che il tratto interessato della Sp 93, la cui parte bassa collega San Mango a Martirano, ogni anno subisce ingenti danni, e conseguenti interruzioni, dovute alle piogge stagionali.

    Ma non c’è solo il problema del temporaneo blocco della circolazione a creare motivi di preoccupazione. La triste e allarmante realtà è che esiste un pericolo molto più grande ossia quello della caduta massi. Pietre enormi che, in caso di bombe d’acqua, possono rotolare giù travolgendo i mezzi in transito e quindi ferire gravemente o addirittura uccidere tutte le persone a bordo. E l’aspetto più grottesco dell’intera vicenda è che, sapendo perfettamente come la strada sia stata costruita su un terreno franoso, i tecnici incaricati dall’ente promotore della realizzazione dell’infrastruttura hanno ritenuto opportuno tentare fermare gli effetti dei ciclici smottamenti con dei pali di cinque metri inseriti all’interno di una frana profonda più del doppio. È come se insomma ci avessero messo dentro degli stuzzicadenti delle dimensioni di meno della metà di quanto in effetti servirebbe per evitare un disastro che invece è purtroppo sempre possibile in simili condizioni.

    Ma niente è irrimediabilmente perso a patto che subentrino alla cura di certi ambiti persone capaci e competenti. Gente che sa adottare le numerose soluzioni, per fortuna a nostra disposizione con i mezzi tecnologici e scientifici del 2021, da apprestare a scelleratezze come questa. L’importante è scegliere con il voto i migliori candidati. Donne e uomini della levatura di quelli del nostro Movimento, esponenti del popolo arancione, oggi ad esempio rappresentati da Rossella Cerra e Francesco Campanella che mi hanno accompagnato, apportando un rilevante contributo anche in ragione dei lavori rispettivamente svolti di insegnate di Fisica e ingegnere”.

    “Stamani, ho trascorso circa un’ora in qualità di geologo e candidato al governo della Regione lungo la Provinciale 93 all’altezza di Santacroce Vetriolo nel comune di Martirano Lombardo. Uno degli innumerevoli luoghi simbolo della ‘mangiatoia’ calabrese. Di cosa parlo? Del malvezzo della politica di buttare i soldi dei contribuenti e in questo caso di una Provincia di Catanzaro che negli anni ’80 ha pensato bene di sperperare preziose risorse pubbliche per creare una via di collegamento lungo una grande frana. Una gigantesca ‘ferita’ del terreno che si estende dalla collina a valle ovvero dalla parte alta sino all’autostrada da un lato e al fiume Savuto dall’altro. Ecco allora che il tratto interessato della Sp 93, la cui parte bassa collega San Mango a Martirano, ogni anno subisce ingenti danni, e conseguenti interruzioni, dovute alle piogge stagionali.

    Ma non c’è solo il problema del temporaneo blocco della circolazione a creare motivi di preoccupazione. La triste e allarmante realtà è che esiste un pericolo molto più grande ossia quello della caduta massi. Pietre enormi che, in caso di bombe d’acqua, possono rotolare giù travolgendo i mezzi in transito e quindi ferire gravemente o addirittura uccidere le persone a bordo. E l’aspetto più grottesco dell’intera vicenda è che, sapendo perfettamente come la strada sia stata costruita su un terreno franoso, i tecnici incaricati dall’ente promotore della realizzazione dell’infrastruttura hanno ritenuto opportuno tentare di fermare gli effetti dei ciclici smottamenti con dei pali della lunghezza di cinque metri inseriti all’interno di una frana profonda più del doppio. È come se insomma ci avessero messo dentro degli stuzzicadenti delle dimensioni di meno della metà di quanto in effetti servirebbe per evitare un disastro che invece è purtroppo sempre possibile in simili condizioni.

    Ma niente è irrimediabilmente perso a patto che subentrino alla cura di certi ambiti persone capaci e competenti. Gente che sa adottare le numerose soluzioni, per fortuna a nostra disposizione con i mezzi tecnologici e scientifici del 2021, da apprestare a scelleratezze come questa. L’importante è scegliere con il voto i migliori candidati. Donne e uomini della levatura di quelli del nostro Movimento, esponenti del popolo arancione, oggi ad esempio rappresentati da Rossella Cerra e Antonio Campanella che mi hanno accompagnato, apportando un rilevante contributo anche in ragione dei lavori rispettivamente svolti di insegnante di Fisica e ingegnere”.