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    Unical: grande successo del webinar sulla giustizia virtuale al tempo del covid-19

    L’evento è stato organizzato con le energie del Corso di laurea in Giurisprudenza del DISCAG e dell’Istituto di Studi Penalistici “Alimena” dell’Unical, nonché il patrocinio degli Ordini degli avvocati di Cosenza e Catanzaro e dalle Camere penali di Cosenza e Crotone.

    Il seminario è stato seguito sulla piattaforma Microsoft Teams da più di mille utenti tra studenti, magistrati, accademici e soprattutto avvocati da ogni regione d’Italia, raccogliendo le diverse e anche molto contrarie opinioni sulla recente introduzione del processo a distanza.

    Il seminario è stato introdotto e moderato dal professor Mario Caterini, direttore dell’ISPA, il quale dopo una panoramica delle principali questioni che l’emergenza sanitaria ha posto nel sistema penale, ha efficacemente fissato le criticità e i dubbi orbitanti intorno ad un concetto di processo penale che si potrebbe porre in antitesi all’architettura offerta dalla Costituzione e dalla CEDU, dando così l’avvio ad un dibattito serrato ove non sono mancate le aperture al processo a distanza. Tra queste si segnalano gli interventi dei professori Mariastella Amisano e Alessandro Diddi che hanno coraggiosamente evidenziato la necessità di un’evoluzione del procedimento penale, ancor più nella gestione informatizzata degli incartamenti, non potendo il mondo della giustizia, pur con le dovute garanzia derivanti dalla nostra Costituzione, rimanere ancorato a visioni troppo nostalgiche.

    Sono poi seguite le reazioni degli avvocati Francesco Jacopino e Pietro Perugini che hanno dedicato particolare enfasi alle storture ingenerate dall’adozione di modalità gestionali del processo, rimesse ad autorità amministrative ministeriali, e tali da incidere sul principio del giusto processo e su altri istituti giuridici di diritto sostanziale, tra cui la prescrizione.

    Sono ancora intervenuti i professori Maurizio Riverditi e  Giulio Nardo, rispettivamente sulla tenuta del contraddittorio nel processo penale a distanza e sulla sostanziale potenzialità innovatrice della riforma nel processo civile, alveo normativo idoneo a recepire modifiche che possano renderlo più cartolare e rapido.

    Il confronto è proseguito con il pungente intervento del professor Sabato Romano e dell’avvocato Romualdo Truncè i quali hanno illustrato i rischi nascenti dall’utilizzo di piattaforme telematiche per gestire le udienze penali, prospettando una palpabile violazione dei principi di immediatezza e concentrazione.

    Gli avvocati Antonello Talerico e Vittorio Gallucci, benché con accenti diversi, sono stati però chiari nel definire come “pericolose” le istanze politiche volte a inibire i principi di pubblicità e di oralità, pur cercando di circoscrivendo i dubbi ad una possibile e futura introduzione definitiva nel codice di rito penale.

    Dopo il professor Rolli che si è occupato del processo amministrativo con un’ampia apertura verso le opportunità scaturenti dalla sua informatizzazione, il professor Salvatore Muleo ha invece espresso forti perplessità nell’uso della telematica nel processo tributario, fornendo in chiusura un agile e convincente sunto delle diverse visioni emerse sulla riforma operata ed esortando tutti gli operatori del diritto a sorvegliare il processo, sede di tutela dei nostri diritti.