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    Salvi i quattro speleologi intrappolati in una grotta nel Cosentino

    Si e’ concluso nella serata di ieri l’intervento di recupero del gruppo di 5 speleologi che era rimasto intrappolato nell’Abisso di Bifurto, una grotta nel cosentino, per un’improvvisa ondata di piena. Anche gli ultimi tre sono stati riportati in superficie. “Stanno tutti bene e non c’e’ stato bisogno di intervento medico”, dice all’ANSA Giacomo Zanfei, presidente del Soccorso alpino e speleologico della Calabria.

     

    I quattro sono rimasti bloccati a una cinquantina di metri dalla superficie nell’Abisso del Bifurto, nel Cosentino, detto anche “Fossa del Lupo”, un profondissimo inghiottitoio che scende in verticale per 683 metri, nel comune di Cerchiara di Calabria. Una forte e improvvisa ondata ha reso impossibile l’uscita dalla grotta, ma un quinto speleologo era gia’ riuscito a mettersi in salvo pochi istanti prima dell’onda: e’ stato lui a dare l’allarme, poco dopo le 16.30. Sul posto sono subito intervenute diverse squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, insieme ad unita’ specializzate proprio in operazioni speleologiche e speleosubacquee. Secondo quanto e’ stato possibile ricostruire, i quattro sono riusciti a ripararsi in un ramo secondario dell’abisso: pur in buone condizioni di salute, per loro era impossibile uscire. Uno dei quattro e’ stato recuperato poco dopo. “Nessuno e’ in pericolo di vita, ha spiegato durante l’intervento Giacomo Zanfei, presidente del Soccorso alpino e speleologico della Calabria, che ha seguito minuto per minuto i soccorsi e che poco dopo ha comunicato il lieto fine. “Abbiamo dovuto creare – ha spiegato Zanfei – una via attrezzata alternativa e ci e’ voluto tempo per organizzarla e farli uscire uno alla volta. Ci sono una cinquantina di metri di salita in verticale da percorrere”. Al lavoro, tecnici del Soccorso alpino di Calabria, Puglia e Campania. “I soccorsi sono stati tempestivi”, ha aggiunto il presidente. “Stanno tutti bene e non c’e’ stato bisogno di intervento medico”.