Talvolta si scrive su argomenti di particolare interesse senza conoscerne a fondo i presupposti di merito e questo, invece di contribuire ad una migliore e più approfondita conoscenza dei
temi, porta ad ulteriore confusione se non addirittura ad alimentare il pregiudizio.
Escludendo per un attimo la mala fede di tanti che vogliono creare confusione, senza un’oggettiva e corretta analisi degli elementi di merito, infatti, si rischia di rimanere ancorati a slogan vecchi e superati, che ancora confondono l’opinione pubblica.
È questa la chiave di lettura che vogliamo dare all’interrogazione presentata dal consigliere regionale Carlo Guccione al neo presidente Scopelliti.
Da un consigliere regionale che a parole si professa vicino al mondo del lavoro e dei più deboli, ci aspettavamo una disamina più attenta e scrupolosa, ma ci siamo sbagliati.
Anche lui preferisce la strada più facile del “NO” a qualunque proposta, non valutando attentamente quello che significherebbe una seria opportunità di lavoro per i giovani ed i precari della Sibaritide.
Fortunatamente sono tantissimi quelli che hanno deciso di vederci chiaro e sottoscrivono i nostri documenti, tranciando nettamente il legame che avevano col proprio partito di riferimento, sia esso di sinistra, di destra o di centro.
Noi del Comitato Pro Riconversione siamo convinti che la moderna tecnologia ci permetta di abbattere sostanzialmente le emissioni in atmosfera per permetterci di avere energia pulita anche dal Carbone.
Ci pensino per un attimo i vari Guccione, Dima, Filareto, Straface e compagnia.
Se la questione è davvero in questi termini, quanti danni avranno creato al territorio col loro “NO”?
Ci viene il dubbio però che tutti loro abbiano scelto di rappresentare i ricchi della Sibaritide, abbandonando i poveri al proprio destino.
IL COMITATO




