Si era rifugiata in Italia sfuggendo a un mandato di cattura che l’aveva colpita nel suo Paese per truffa, contrabbando e ricettazione ma l’imprenditrice romena A. R. non ha perso il vizio continuando a commettere illeciti anche in Calabria. La donna, risultava titolare e amministratore unico di una societa’ a responsabilita’ limitata impegnata nel settore alimentare. La societa’ era la copertura per ingannare ignari fornitori presso cui acquistava merce pagandoli con assegni che poi risultavano sprovvisti di copertura bancaria. La merce spariva nel circuito della ricettazione e nel contempo la donna ne denunciava falsamente il furto alla polizia.




