Il Pm di Bologna Silvia Marzocchi ha chiesto l’archiviazione per i due medici, un chirurgo e un anestesista, che erano stati indagati per omicidio colposo per la morte della tredicenne Sofia C., deceduta per una embolia gassosa il 29 dicembre scorso dopo essere entrata in coma al termine di un intervento di correzione della scoliosi avvenuto nell’istituto ortopedico Rizzoli del capoluogo emiliano. Si tratta di una decisione conseguente al risultato della consulenza autoptica collegiale disposta da Marzocchi. L’indagine, in pratica, non ha rilevato un nesso di causalita’ tra la condotta dei medici – che sono difesi dagli avvocati Giuseppe Giampaolo, Alessandro Monteleone e Pietro Giampaolo – e la morte. Infatti l’autopsia aveva rivelato che l’embolia era stata una complicazione, piuttosto rara, dell’operazione chirurgica (e non della patologia), la cui necessita’ era stata pero’ confermata dai consulenti dato che la ragazza soffriva di una forma di scoliosi che si stava aggravando. Il 17 dicembre scorso la ragazzina – originaria di San Martino di Finita (Cosenza) – fu sottoposta a un intervento di ‘artrodesi posteriore strumentata’, senza alcun problema fino alle fasi conclusive. Mentre pero’ i medici ricucivano la cute, la paziente accuso’ un arresto cardiocircolatorio per il quale furono eseguite manovre di rianimazione. Dopo un primo ricovero nella Rianimazione del Rizzoli, per via di una patologia neurologica conseguente all’arresto cardiaco, il giorno dopo fu trasferita al Bellaria, dove poi mori’. L’istituto Rizzoli era presente nell’inchiesta in qualita’ di responsabile civile. Se si chiudera’ con l’archiviazione il fascicolo della Procura andra’ comunque avanti la causa civile. (ANSA)




