• Nuovo Concorso Regione Calabria per 113 assunzioni, piovono le critiche: arriva la risposta dell’assessore Pietropaolo

    “Sul concorso che coinvolge gli ex stagisti e borsisti finora in servizio in Azienda Calabria Lavoro, i sindacati della Funzione Pubblica non possono parlare di promesse tradite: il comportamento della Regione è sempre stato estremamente lineare, corretto e, soprattutto, rispettoso delle norme vigenti. Tutto il percorso che potrà portare all’assunzione di questi lavoratori, previsto dall’emendamento al milleproroghe è stato improntato al confronto continuo con i sindacati e con il Dipartimento della Funzione pubblica, che ha il compito di organizzare le procedure selettive con il supporto di Formez. 

    Nell’incontro dello scorso 25 ottobre si sono stabiliti insieme ai sindacati gli elementi necessari a caratterizzare l’avviso, con la condivisione del sindacato, che ha pure formulato ulteriori proposte che sono state riportate alla Funzione Pubblica, che ne ha recepite una parte, dichiarandone però altre inammissibili e inadeguate a superare il vaglio della Commissione Ripam che ha il compito di verificare la correttezza formale degli avvisi. 

    I sindacati sanno bene che per legge non si può procedere alla stabilizzazione diretta, né si può trasformare una procedura concorsuale pubblica in un concorso riservato simulato. Per questo è stato necessario inserire la prova scritta, ma l’avviso prevede la massima valorizzazione dell’esperienza maturata in Calabria Lavoro – che vale 15 punti – ed è stato fatto presente che l’attribuzione di un punteggio più alto avrebbe messo a rischio l’intera procedura, esponendola a ricorsi a danno degli stessi lavoratori. 

    L’obiettivo del Dipartimento della Funzione Pubblica è stato quello di rendere inattaccabile la procedura rispettando gli obiettivi dell’emendamento. Per salvaguardare l’esperienza di tutto il personale a tempo determinato e con contratti co.co.co. in servizio presso Azienda Calabria Lavoro sono stati inserite tutte le tipologie di laurea di cui sono in possesso i lavoratori, senza alcuna esclusione, e comunque l’apertura di una graduatoria alla quale attingere con ulteriori risorse messe a disposizione dell’emendamento. 

    E’ francamente incomprensibile che il sindacato, anziché valorizzare il lavoro fatto insieme con l’obiettivo di dare una risposta percorribile e definitiva a questo vasto bacino di precariato, proponga soluzioni procedurali contrarie alle attuali disposizioni di legge. 

    Per quanto riguarda il mancato rispetto dei tempi dell’obbligo di informativa sul piano assunzionale, causato da un ritardo nell’ottenimento del parere da parte del collegio dei revisori e dalla necessità di procedere celermente alla delibera di giunta per esigenze legate a scadenze, alla luce del confronto continuo con le organizzazioni sindacali abbiamo ritenuto che, trattandosi di un atto di programmazione che può essere modificato, avremmo potuto subito dopo confrontarci e valutare le osservazioni e le indicazioni. 

    D’altro canto è sempre avvenuto così fino ad oggi, con un confronto costante anche non formale, che ritengo abbia prodotto ottimi risultati, come i cinque milioni aggiuntivi destinati in gran parte alle progressioni verticali sia per i profili C e B, proprio per come richiesto dal sindacato, arrivando a 100 progressioni in due anni. 

    E’ chiaro che in futuro manterremo un rigido rispetto delle procedure e delle formalità delle relazioni sindacali. Non posso però non prendere atto che a fronte della condivisione di una visione di prospettiva con i vertici dei sindacati confederali regionali – nel rispetto dei reciproci ruoli – l’atteggiamento delle sigle della funzione pubblica tradisce una volontà di tutelare al massimo chi già lavora in Regione Calabria, ostacolando l’arrivo di nuove professionalità con cui rendere più efficiente la macchina amministrativa. 

    Il nostro obiettivo, oltre all’incremento delle competenze delle professionalità già esistenti che abbiamo già avviato, è quello di inserire negli organici della Regione più professionalità possibili e di far crescere le competenze. Lo stesso avviso per la mobilità ha l’obiettivo di far rientrare professionalità calabresi che lavorano nelle pubbliche amministrazioni di altre regioni, portando esperienza, voglia di fare, competitività. 

    Spero che alcuni sindacati non finiscano per costruire un muro intorno alla Cittadella per realizzare le aspettative economiche di chi in passato ha avuto il merito o la fortuna di ottenere un lavoro in Regione, precludendo la stessa possibilità a tanti altri”. 

    Lo afferma in una nota l’assessore all’Organizzazione e Risorse umane, Filippo Pietropaolo.