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    Romeo (CasaPound): "Inaccettabile l' aumento dei vitalizi calabresi"

    Romeo (CasaPound): “Inaccettabile l’ aumento dei vitalizi calabresi”

    Striscione di protesta di CasaPound sulla vicenda dei vitalizi regionali. “Incapaci, collusi e senza cultura, siete solo braccia rubate all’agricoltura si legge sullo striscione – spiega il portavoce di CPI a Catanzaro Danilo Romeo – non è solo uno slogan ma una tragica verità che riguarda gran parte della classe dirigente del presente e del passato”.

    “Nonostante le enormi difficoltà economiche che vive la Calabria – aggiunge Romeo – il Consiglio Regionale negli scorsi giorni ha stabilito l’aumento dell’1% degli emolumenti spettanti agli ex consiglieri in pensione, ovvero circa 120 mila euro in più che ogni anno usciranno dalle casse regionali, aumento giustificato da una legge ovviamente regionale la numero 3 del 1996, che si basa sull’andamento Istat dei consumi delle famiglie e sul crescere dell’inflazione. In questo modo, però, non solo si è aggravata significativamente la spesa pubblica, già appesantita dai quasi 8 milioni di euro che la ragioneria della Regione sborsa ai 144 “pensionati d’oro“, ma si è finito col dare un vero e proprio schiaffo in faccia alle famiglie, sempre più povere nella completa indifferenza della politica”.

    “Riteniamo il vitalizio un macigno da eliminare, indubbiamente è giusto riconoscere un indennizzò per chi svolge un così nobile compito, come ad esempio può essere una forma pensionistica contributiva, ma percepire quasi il triplo del reddito procapite di una famiglia calabrese – sottolinea Romeo – ci fa inorridire, sopratutto se la politica si riduca a direttorio di soggetti che, superato lo scoglio del voto, non esitano a sciogliere il nodo che li legava all’elettore perseguendo i propri interessi senza ritegno e senza considerazione per nessuno. Se la loro opera è quella di distruggere la regione – conclude l’esponente di CasaPound – la nostra sarà quella di difenderla assieme alle famiglie italiane umiliate da privilegi e politiche inesistenti”.