«Il 37% degli adolescenti vive un senso di esclusione; il 95% possiede uno smartphone e l’85% conosce un under 13 su facebook». Sono alcuni dati di una ricerca redatta dall’Ocse e dal Garante per l’infanzia, ribaditi nella relazione che Maria Stella Franco, referente regionale dell’Usr Calabria per i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, ha tenuto nell’Aula Magna del Convitto “Galluppi”.
Si è trattato di un incontro di formazione aperto a docenti, genitori e alunni nel quale ha relazionato anche il sociologo Andrea Barbuto, mentre le conclusioni sono state tratte dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Diego Bouché. «Un appuntamento – ha spiegato la dirigente scolastica Amelia Roberto nella sua introduzione – che è stato fortemente voluto dall’insegnante Mariolina Tripodi, nostra referente della scuola primaria per le tematiche legate al bullismo, e che ho condiviso appieno perché si tratta di un problema che va combattuto a scuola ma con la collaborazione di tutti quei soggetti che si occupano dell’educazione dei ragazzi, a cominciare dalla famiglia. Ecco perché la presenza dei genitori è fondamentale: senza la loro collaborazione sinergica, la scuola rischierebbe di non riuscire a contrastare tutti quegli atteggiamenti spavaldi e prepotenti, purtroppo molto diffusi, che vedono alcuni ragazzi soccombere, diventando vittime». La dirigente, che ha ringraziato il direttore Bouché per la sensibilità e la disponibilità dimostrata, ha sottolineato come già alla “primaria” si registrino alcuni casi di bullismo e come la scuola debba essere sempre più orientata nel far raggiungere agli allievi gli obiettivi di cittadinanza, «facendo capire ai nostri ragazzi che alcuni comportamenti sono lesivi della dignità dei loro coetanei». «Dobbiamo essere capaci – ha concluso – di individuare subito i primi segnali per poter agire di conseguenza. Per questo la formazione è importante».
E’ toccato alla dottoressa Franco illustrare le “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del bullismo” contenute nella Legge del 29 maggio 2017 – numero 71, ricordando alcuni fenomeni legati all’uso improprio della Rete. Come il “vamping”, l’abitudine a restare tutta la notte svegli per chattare, che oggi coinvolge il 25% dei giovani, o il “sexting”, l’invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o telefono cellulare, «pratica – ha detto – che ha coinvolto almeno una volta due ragazzi su cinque». «Per quanto riguarda la Legge – ha proseguito – dà molta responsabilità alla scuola che però deve interagire con le altre istituzioni. Nello specifico il referente di ogni istituto scolastico, qualora dovesse venire a conoscenza di casi di bullismo, ha l’obbligo di avvisare il dirigente scolastico e, quindi, le forze di polizia. E’ evidente – ha concluso – come sia necessario fare rete per sconfiggere questo fenomeno, intervenendo sia sulla vittima che sul bullo».
Sulle responsabilità non solo della scuola ma anche della famiglia si è incentrato l’intervento del sociologo della devianza Andrea Barbuto. Anche lui è partito da un numero:«Il 42% delle vittime di bullismo e cyberbullismo – ha detto – non si è mai confidato con qualcuno. Ecco che, partendo da questo dato, diventa necessario creare le condizioni emotive, sia in aula che a casa, affinché il ragazzo si apra e racconti ciò che prova e subisce. I genitori si chiedono quanto tempo trascorrono con i propri figli? E si domandano qual è la qualità del rapporto che instaurano e di cosa parlano? Credo sia necessario migliorare lo stile genitoriale, limitando quanto più possibile l’omologazione dilagante che non fa bene. Poi – ha aggiunto – è chiaro che anche i docenti hanno un compito ben preciso: creare spazi pedagogici attraenti, in cui l’allievo stia bene, non ricevendo solo rimproveri ma anche incoraggiamento».
Proprio ai docenti si è rivolto il direttore generale dell’Usr Calabria, Diego Bouché, invitandoli a «essere sempre responsabili e credibili». «Nella vita degli studenti che vi sono affidati – ha affermato – la vostra dovrà essere una presenza costante ma non invadente, capace di cogliere quelle sofferenze che, se affrontate in tempo, possono evitare situazioni gravi, quelle che purtroppo leggiamo sempre più spesso sulla stampa».
L’incontro, al quale ha partecipato anche il dirigente dell’Usr Calabria Giuseppe Mirarchi, è stato arricchito dall’esecuzione di alcuni brani eseguiti al pianoforte, violino e chitarra dai docenti del “Convitto” Paola Arino, Elisa Pizzi e Amedeo Palmieri.





