Un’aula gremita ha fatto da cornice, a Catanzaro, alla presentazione del libro di Michele Drosi “Carmelo Pujia, la Calabria e la Democrazia Cristiana” edito da Rubbettino. A discutere del volume che ricostruisce la vicenda dell’uomo politico democristiano, che nei giorni scorsi ha compiuto 90 anni, e che nella sua carriera ha ricoperto diversi ruoli di governo in ambito locale e nazionale, oltre all’autore del volume e allo stesso Pujia, c’erano Paolo Cirino Pomicino, l’ex parlamentare Mario Brunetti e l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Nisticò. I lavori, aperti dal presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno, che ha donato una targa ricordo a Pujia, presidente dell’ente dal 1970 al 1975, sono stati moderati da Giuseppe Soluri, direttore del Giornale di Calabria e presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti. Tanti i presenti, tra esponenti della politica, dell’economia e del sindacato per un appuntamento che ha regalato atmosfere d’altri temi nella sala consiliare della Provincia di Catanzaro. Da tutti gli interventi sono giunte riflessioni sull’attuale fase politica figlia dello sgretolamento dei partiti nati dal dopoguerra e dal rimescolamento che ne è seguito. Da Brunetti a Nisticò a Cirino Pomicino, ognuno dal proprio angolo visuale, è emersa un’analisi legata alle difficoltà scaturite dalla perdita dei valori ideali che dal dopoguerra fino ai primi anni novanta hanno mosso l’impegno politico all’interno dei partiti a fronte dell’avanzare di antipolitica e populismi. Nel suo intervento a conclusione Pujia, consigliere ed assessore regionale, deputato della Dc per tre legislature e sottosegretario di Stato al Tesoro e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ringraziato tutti gli intervenuti e ha parlato del’evento di oggi come di un “addio politico”. Pujia, emozionato al punto di non riuscire quasi a parlare, si è poi soffermato sull’impegno parlamentare profuso per l’approvazione della Legge Calabria. “Uno sforzo comune – ha detto – che talvolta ci portava anche lavorare insieme, con colleghi di altri partiti, spesso di notte, sfuggendo alle direttive di partito, per rimettere sulla strada dello sviluppo la nostra regione che rischiava di finire su un binario morto”. Un impegno sottolineato anche dall’ex ministro Cirino Pomicino che assieme a Pujia ha militato nella corrente andreottiana della Dc.







