
di Clara Varano – Così come aveva preannunciato nel comunicato di qualche giorno fa, l’Arpacal questa mattina si è recata sulla spiaggia di Catanzaro, nel quartire Lido, per effettuare, finalmente, i prelievi necessari a stabilire se la sabbia ammonticchiata a ridosso del bagnasciuga è oppure no inquinata.
Dopo giorni e giorni di protesta, il risultato richiesto dai cittadini è stato ottenuto: una ricerca approfondita sugli eventuali materiali tossici presenti nella sabbia ed una maggiore trasparenza da parte dell’Arpacal, del Comune e di tutte le parti interessate.
Riepiloghiamo la vicenda. Due settimane fa la ditta Fra.Ro. S.r.l., senza essere in possesso di analisi ufficiali da parte dell’Arpacal, almeno secondo quanto si evince dal comunicato dell’ente, aveva sversato sabbia di dubbia salubrità, su un tratto di spiaggia pubblica nel quartiere Lido di Catanzaro. Immediata la reazione dei cittadini e del Movimento 5 Stelle che hanno iniziato ad informarmarsi sulla vicenda ed immediato l’interesse di Strill.it. Molte le domande, alcune rimaste ancora senza risposta, come quelle relative alla paventata mancata vigilanza del responsabile dei lavori e del responsabile del Comune, su questo progetto. Al termine di tutto, se l’assenza delle Istituzioni risultasse priva di un giustificato motivo, sorgerebbero ulteriori dubbi sulla salvaguardia della salute del cittadino da parte di chi avrebbe dovuto vigilare e non l’ha fatto. La domanda “dove erano tutti?“, non ha ancora una risposta, ma quel che conta è che a breve scopriremo se la sabbia contiene oppure no il tanto paventato piombo proveniente dai gas di scarico delle barche del porto, visto che stesso il progetto prevede che il ripascimento si faccia con la sabbia del litorale portuale.Assieme all’Arpacal oggi, sulla spiaggia a monitorare i prelievi, oltre al Movimento 5 Stelle, una delegazione dell’ufficio tecnico del Comune, della Capitaneria di Porto, i carabinieri e alcuni membri della ditta esecutrice dei lavori. I risultati saranno pronti al più presto e l’augurio è proprio che la sabbia non sia inquinata, così da rassicurare la cittadinanza. Anche se resterebbero ugualmente i dubbi sull’operato omissivo delle amministrazioni, della ditta e dei diversi enti coinvolti.




