L’assenza di lavoro per i giovani e la presenza della criminalita’ organizzata mafiosa sono i problemi di fondo che oggi vive la realta’ di Lamezia Terme e della Calabria. E’ quanto spiega il
vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora, alla vigilia della visita del Papa in programma domenica prossima. ”I problemi sono tanti – spiega monsignor Cantafora a Famiglia cristiana – in generale quelli che interessano tutto il Paese. Pero’ il problema per eccellenza qui dalle nostre parti e’ certamente quello della disoccupazione, vera e propria piaga sociale, che coinvolge, purtroppo, moltissimi giovani, impedendo loro di coltivare sogni e nutrirsi di speranza verso un futuro che, a volte, non riescono neppure a immaginare”. ”Cosi’ – aggiunge – anche molti padri di famiglia, una volta perso il lavoro – spesso precario – incontrano enormi difficolta’ a trovarne altro e incorrono nelle prevedibili conseguenze di disagio pratico e psicologico, che incidono negativamente sul piano del benessere e della serenita’ familiare”. ”A questo purtroppo, si aggiunge – afferma ancora il vescovo di Lamezia – il problema della criminalita’ organizzata di stampo mafioso che si presenta come un vero e proprio cancro della societa’, nel senso che intimorisce e uccide”. ”E spesso – spiega monsignor Cantafora – e’ proprio tra i disoccupati che essa trova la sua manovalanza. Chiaramente la ‘ndrangheta stravolge il senso umano, civile e cristiano, offrendo guadagni facili sia a persone in difficolta’, sia a persone ricche e potenti, che acconsentono”. ”La criminalita’ – rileva poi il vescovo – impedisce tragicamente la crescita e la liberta’ delle persone e delle famiglie, delle imprese e delle liberta’ civili”. ”In una societa’ in cui, purtroppo, in alcuni contesti – osserva monsignor Cantafora – i diritti vengono a volte concessi come fossero dei favori – e non solo dalle mafie – dove la prepotenza sembra essere il linguaggio vincente che si conosce per affermare se’ stessi, dove alcuni vivono sulle spalle e sui sacrifici di altri, ritengo che davvero nessuno possa dire: ‘io non c’entro’. Occorre proprio cambiare mentalita”’.




