Lamezia, assieme ad altre realta’, che hanno partecipato ai ”contratti di quartiere” avra’ finanziato dalla regione Calabria il progetto relativo alla localita’ di S. Eufemia, ammesso nella graduatoria nazionale, ma non dotato delle necessarie risorse, cosi come recita l’art. 2 comma 1 della nuova legge regionale: ”Il Dipartimento regionale LL.PP. ed acque e’ autorizzato a contrarre un mutuo con un limite di impegno massimo annuo, per 10 anni, di Euro 9.400.000,00 per il finanziamento di programmi denominati ‘contratti di quartiere II’ ammessi nel D.M. n. 176/A del 12 febbraio 2007 e non finanziati, relativi ai comuni con popolazione residente superiore ai 30.000 abitanti”.
Il contratto di quartiere di Sant’Eufemia che si era posizionato al 18* posto della graduatoria ministeriale, non aveva avuto il finanziamento nazionale, in quanto per la Calabria erano stati sovvenzionati solo sette proposte, tra cui il contratto di quartiere di Via Garibaldi di Lamezia Terme. ”Con la legge approvata nell’ultimo Consiglio Regionale sulle norme di indirizzo per programmi di edilizia sociale – spiega il consigliere regionale Egidio Chiarella (Pd) – alla citta’ di Lamezia saranno destinati Euro 6.000.000.00, per interventi nell’edilizia residenziale pubblica e nel settore dei servizi, terziario, commerciale etc., recuperando zone interamente abbandonate, in una parte strategica della citta’, quale appunto la realta’ territoriale di Sant’Eufemia. Un riconoscimento per la citta’ della piana che e’ stata tra le prime a credere in questa forma di recupero urbano e che dopo il riconoscimento della Zona Franca, ”porta a casa” un altro importante risultato, grazie al Consiglio Regionale della Calabria. Ma al di la’ dell’importante sovvenzione regionale ai contratti di quartiere non finanziati dal Governo, con l’approvazione della legge sull’edilizia sociale, il Consiglio regionale con l’approvazione di questa legge e’ intervenuto concretamente a favore delle categorie piu’ deboli, come mai prima era avvenuto, puntando ad elevare la qualita’ urbana, riqualificando le aree degradate. Si tratta di un investimento serio che, in un periodo di crisi nel settore dell’edilizia, – conclude Chiarella permette alla Regione Calabria di compiere pienamente un atto di giustizia nei confronti delle giovani coppie, studenti universitari, anziani, lavoratori extracomunitari, ragazze madri e famiglie in cui e’ presente un diversamente abile, mettendo in moto un comparto importante dell’edilizia calabrese”. (Asca)




