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    Toghe Lucane: un vero sodalizio

    Ci sono magistrati non solo fra gli indagati, ma anche fra le persone offese identificate nell’ambito dell’inchiesta “Toghe Lucane”, in cui il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris contesta anche il reato di associazione a delinquere a carico di alcune delle 33 persone complessivamente coinvolte. Infatti, secondo il pm, i componenti del presunto sodalizio, tra cui vertici degli uffici giudiziari della Basilicata, un componente del Csm ed uno del ministero della Giustizia, avrebbero tenuto “comportamenti contrari ai doveri di fedelta’, di obbedienza, di onesta’, di vigilanza, di imparzialita'”. In quest’ultimo caso, in particolare, “attraverso – scrive il pm nell’avviso di conclusione indagini – le coperture fornite ai sodali e ai magistrati che non creavano problemi agli interessi dei centri di potere, anche occulti, protetti dal sodalizio, e ostacolando l’attivita’ giudiziaria compiuta dai magistrati che esercitavano le funzioni in ossequio ai principi di uguaglianza di fronte alla legge ed all’obbligatorieta’ dell’azione penale”. Sempre secondo le accuse ipotizzate, il procuratore generale presso la Corte d’appello di Potenza, Vincenzo Tufano, e il sostituto procuratore generale presso la stessa Corte, Gaetano Bonomi, “esercitavano indebita attivita’ di interferenza nei confronti del procuratore della Repubblica di Potenza, Giuseppe Galante, dei sostituti procuratori Vincenzo Montemurro ed Henry John Woodcock, dei giudici per le indagini preliminari, Alberto Iannuzzi e Rocco Pavese, nonche’ garantivano illecita copertura, attraverso l’omissione della dovuta attivita’ di vigilanza, ad appartenenti del medesimo sodalizio, quale il sostituto procuratore della Repubblica della Dda di Potenza, nonche’ procuratore vicario Felicia Genovese”. (Agr)