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    Catanzaro: undici neofascisti a giudizio

    Sono state tutte rinviate a giudizio le undici persone coinvolte in una serie di fatti di cronaca maturati in ambienti dell’estrema destra di Catanzaro. Lo ha deciso oggi il giudice del Tribunale di Catanzaro, Antonio Battaglia, accogliendo a pieno le tesi del sostituto procuratore Salvatore Curcio, il quale aveva chiesto il processo per tutti gli indagati. Contro di loro, l’accusa pesante di "Associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti di lesioni personali, violenze private, porto ingiustificato di oggetti e strumenti atti a offendere, minacce e ingiurie ai danni di esponenti di organismi politici e sociali propugnanti ideologie di sinistra o comunque contrarie a quelle, di estrema destra, propugnate dagli indagati". A giudizio sono stati rinviati, a vario titolo, Antonio Alfieri, 27 anni, Savino Bagnato, 60, Valerio Bagnato, 23, Massimiliano Cefali’, 25, Giuseppe Celi, 31, Carmelo La Face, 30, Vincenzo Marino, 29, Antonio Martino, 24, Francesco Martino, 30, Stefano Mellea, 27, Gennaro Santillo. Secondo le accuse contestate dal pm, il gruppo sarebbe stato responsabile dell’aggressione avvenuta durante la manifestazione del 25 aprile del 2004, ai danni di un gruppo di ragazzi del "Comitato 25 aprile", che furono pesantemente minacciati da persone munite di bastoni, cinghie, catene, bottiglie e piu’ tristemente noti "pugni di ferro". Quindi, l’altro fatto di cronaca verificatosi qualche mese dopo, ai danni dello Stato del Marocco, con la bandiera cosparsa di liquido infiammabile e bruciata il 10 dicembre del 2004, davanti alla sede del Consolato a Catanzaro Lido, con le svastiche e le croci celtiche disegnate sui muri della struttura. Secondo il pm e le indagini condotte dalla Digos, si tratterebbe di un gruppo di "giovani da utilizzare per la comune propaganda politica da effettuarsi a cura del movimento "Forza nuova" prima e "Alternativa popolare" poi, al fine di poter selezionare gruppi di persone da impiegare anche nelle illecite attivita’ consortili, quali le aggressioni in danno di avversari politici, o ritenuti tali; l’organizzazione di vere e proprie spedizioni squadriste; il danneggiamento di di luoghi di riunione e lavoro degli "avversari"; l’imbrattamento dei muri degli stabili in cui hanno sede i quotidiani locali e, piu’ in generale, delle vie piu’ notoriamente frequentate del centro di Catanzaro; la partecipazione, nell’ambito del cosiddetto gruppo ultra’ della tifoseria dell’Unione sportiva Catanzaro 1929, a scontri con le forze dell’ordine e con le tifoserie opposte, come in occasione dell’incontro Catanzaro-Verona del 28 gennaio 2006, assicurando anche il proprio contributo a tifoserie gemellate, come in occasione dell’incontro Fiorentina-Perugia del 20 giugno 2004". (AGI)